Bosa, Consiglio avanti “a 16” sino alla fine
di Alessandro Farina
Dopo le dimissioni dell’assessore Tanda nessuno dei non eletti ha accettato di sostiturla in assemblea
2 MINUTI DI LETTURA
BOSA. Il consiglio comunale di Bosa proseguirà fino alla scadenza amministrativa del suo mandato, prevista nella primavera 2019, con sedici componenti rispetto ai diciassette di partenza. Dopo le dimissioni messe in atto nelle scorse settimane da assessore e consigliere comunale di Silvia Tanda dei RossoMori, infatti, nessuno dei non eletti a cui è stata proposta la sostituzione in surroga di consigliere nel gruppo di maggioranza, ha accettato di sedere tra i banchi dell’aula consiliare di Piazza Carmine. A questo punto la situazione resta cristallizzata a dieci componenti della lista Bosa Costruiamo il Domani, che di fatto perdono l’undicesimo potenziale sostegno, e sei delle minoranze, considerato che ai cinque dei gruppi di Per Bosa e Udc si è aggiunto il consigliere Pds Luciano Curella, dopo l’uscita del partito dalla maggioranza, preceduta senza scossoni numerici da quella del Psd'Az. «Sono già trascorsi quattro anni dalle elezioni, quindi i potenziali consiglieri interpellati hanno ritenuto o difficile o poco produttivo inserirsi in questa fase finale del mandato amministrativo, queste le motivazioni che mi sono state riferite», afferma il sindaco Luigi Mastino. Che si dice «Dispiaciuto, perché credo che comunque in quest’ultimo anno di mandato molto o poco può ancora essere fatto – malgrado, aggiunge – le difficoltà evidenti ad amministrare, di questo ne abbiamo piena consapevolezza. Purtroppo alle volte le amministrazioni sono impotenti di fronte a certe situazioni, e bisogna anche tenere conto dei tempi burocratici e tecnici, della ricerca dei finanziamenti necessari, per trovare soluzione ad alcune vicende. La nostra capacità discrezionale di amministratori infatti è molto ridotta in alcuni ambiti, anche questa può essere una chiave di lettura sulle motivazioni che hanno portato alla mancata surroga». Che qualche malumore comunque aleggiasse tra le fila dei non eletti, era cosa nota a Bosa. «Non nego che forse avremmo dovuto avere più attenzione, ma è anche vero che gli impegni quotidiani, le urgenze, sono sempre pressanti. Alle volte non c’è il tempo per fermarsi a riflettere o analizzare certi contesti» replica Luigi Mastino. «Comunque, prendo atto e rispetto le diverse decisioni di rinuncia alla carica di consigliere comunale» ribadisce il sindaco. Che sul prosieguo del mandato conferma quanto già dichiarato dalla giunta dopo le polemiche dimissioni di Silvia Tanda, che oltre ad aver sbattuto la porta della sala giunta ha chiuso il mandato con l'uscita anche dalla carica di consigliere comunale in forza ai RossoMori.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
