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Raggiro da 170mila euro: sotto accusa l’amico

ORISTANO. All’appello mancano sempre 170mila euro. Sono quelli che hanno fatto nascere il processo ai danni del consulente Gian Paolo Rundini, accusato da un’amica di vecchia data di aver dilapidato...

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ORISTANO. All’appello mancano sempre 170mila euro. Sono quelli che hanno fatto nascere il processo ai danni del consulente Gian Paolo Rundini, accusato da un’amica di vecchia data di aver dilapidato quel notevole patrimonio con un’operazione finanziaria alquanto fumosa che prevedeva passaggi presso intermediari in Svizzera. Il pubblico ministero Rosanna Nurra, tesi avvallata anche dall’avvocato di parte civile Francesco Campanelli, gli contesta di aver fatto sparire quei ssoldi attraverso una serie di prelievi, alcuni dei quali anche di grosse cifre. Gian Paolo Rundini, difeso dall’avvocato Roberto Martani, ha invece replicato spiegando che il denaro non si è volatilizzato. Ci sarebbero invece difficoltà ad averlo indietro dalla Svizzera tanto che lo stesso imputato ha affermato durante il suo esame in aula che ha incaricato alcuni legali di provvedere al recupero delle somme. Basta per arrivare all’assoluzione o sono più forti le tesi dell’accusa? La prossima udienza del 2 luglio è quella fissata per la discussione di fronte al giudice Elisa Marras.(e.c.)

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