La Nuova Sardegna

Oristano

L’isola senza confini Endurance Festival nel segno del cavallo

di Simonetta Selloni
L’isola senza confini Endurance Festival nel segno del cavallo

Arborea, all’Horse Country la manifestazione ippica Sostenuta da Sheikh Mansoor, rilancia il settore nel mondo

25 aprile 2018
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ARBOREA. Nel segno dei cavalli e dell’ippica si è presentata la Sardegna: endless island, l’isola senza fine, o meglio sarebbe dire senza con-fine, quella scesa in pista sabato e domenica scorsi per il secondo Sardegna Endurance Festival. L’Horse Country di Arborea ha fatto da quartier generale, e coordinato l’organizzazione dell’unica tappa sarda dell’Endurance Festival del circuito Sheikh Mansoor Bin Zayed Al Nahyan Endurance Festival. Membro della famiglia reale di Abu Dhabi di cui è vice primo ministro, a 48 anni Sheikh Mansoor è uno degli uomini più ricchi del mondo: tra le innumerevoli presidenze e titolarità a lui ricondicibili, per citarne una, c’è la proprietà del Manchester City. Ma è anche un amico della Sardegna, di quella che ha nel cavallo una straordinaria opportunità. E lo dimostra da anni, sostenendo l’Endurance, e accogliendo ad Abu Dhabu il gotha dei fantini sardi che, per dirla con Riccardo Giachino, presidente del comitato organizzatore dell’Endurance Festival, «negli Emirati sono delle star, li riconoscono per strada». Il mondo che ruota attorno alla cultura e all’economia del cavallo, ha un fondamentale sbocco proprio negli Emirati.

L’isola senza confini si è presentata nella sua forma migliore, con uno sforzo organizzativo che ha portato all’Horse Country ben 63 binomi di livello internazionale. Tra le provenienze, Russia, Spagna, Francia e Ungheria. Lo scorso anno erano stati 50, ma l’eccezionalità del tracciato, con tre diverse distanze, 90, 120 e 160 chilometri (e due sottocategorie, come Ladies cup – per le donne, e young riders per i giovani fantini) attraverso il Golfo di Oristano, e il sostegno dei partner quali l’Associazione sarda turismo equestre, l’Agenzia regionale per la ricerca in agricoltura e l’Associazione Nazionale cavallo arabo, hanno convogliato a Arborea il top mondiale dell’Endurance.

Due giorni di grandissimo sport, ma anche turismo, eventi, incontri e scambi economici legati al mondo dell’ippica. Una vetrina di lusso per gli operatori sardi: tra questi, l’allevamento “di Gallura” di Giovanna Picconi, l’ “allevamento del Ma” di Annateresa Vincentelli e l’allevamento terralbese di Antonio Pinna. Un bilancio positivo per Arborea e l’Horse Country, il rapporto con l’equitazione mondiale che va consolidandosi: dal 2014 sono oltre 400 i cavalli anglo-arabi venduti dalla Sardegna negli Emirati. Cavalli sia per l’Endurance che per il galoppo. «Una potenzialità enorme, solo in Sardegna sembra non ci si renda conto di questa realtà», sottolinea ancora Giachino. Un bilancio straordinario, quindi, quello del Festival dell’Endurance, che sembra essere una sorta di borsa ufficiosa dell’allevamento e del turismo equestre della Sardegna, oltre che di promozione del territorio. «Siamo stati a Abu Dhabi con gli amministratori di Terralba e Arborea, – dice Giachino – ci sono rapporti importanti da coltivare», dice ancora Giachino. E già si lavora al prossimo Endurance Festival.

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