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Il valore del marchio Sardegna

di Simonetta Selloni
Il valore del marchio Sardegna

I piani di Bonifiche Ferraresi: l’azienda ha finora investito venti milioni nell’acquisizione dell’ex Sbs

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ARBOREA. Il biologico e il brand Sardegna. Sono i due cardini attorno ai quali è costruito lo sviluppo del piano industriale per Sbs della Holding BF Spa. Ma costituiscono anche, per la società di Jolanda di Savoia, i presupposti dai quali partire per dare concretezza al percorso genoma-scaffale che caratterizzerà anche i mille ettari acquisiti dal colosso agroindustriale. Tradotto: innovazione e ricerca incontrano e sostengono il territorio.

Non solo: stando all’Ad di Bonifiche, Federico Vecchioni, «La Sardegna costituisce il valore aggiunto secondo la filosofia che ci guida: ossia la sostenibilità ambientale, sulla quale siamo concentrati. Il consumatore riconosce questo valore aggiunto, e siamo ben soddisfatti di aver ottenuto la conversione in biologico in tempi abbastanza contenuti». E d’altronde, il biologico nel mercato cresce su due cifre. Lì si investe.

È la grande distribuzione lo sbocco naturale delle produzioni di quello che si manifesta come un complesso progetto di agricultura. Dove l’attività agricola, spinta dalla ricerca e dalle forti innovazioni su aree a lungo produttivamente bloccate, accoglie la vocazione del territorio. E quindi, le produzioni autoctone: orticole e piante officinali, andranno in produzione da giugno, mentre per cereali e legumi si dovrà aspettare il raccolto autunnale.

«La grande distruzione ha un forte interesse per questi prodotti che incontrano diversi e crescenti segmenti di consumatori. Il brand Sardegna è un elemento al quale attribuiamo una ragione in più di qualità», considera Vecchioni. Nel mese di settembre, BF ha firmato un protocollo d’intesa con il Gestore dei Servizi energetici, società del ministero dell’Economia, e con la partnership di Legambiente, nell’ambito del progetto Carta di sostenibilità agricola, un decalago per misurare e migliorare il livello di sostenibilità ambientale delle imprese agricole. Anche in questo caso, le premesse affondano radici sull’innovazione e rispetto della vocazione del territorio, la “Green energy farming”, che si fonda sull’agricoltura di precisione. Attraverso l’adesione alla Carta di sostenibilità, la piana di Arborea entra nel più importante hub tecnologico italiano al servizio dell’agricoltura.

Finora, Bonifiche Ferraresi ha investito oltre venti milioni di euro nel progetto. Rinnovato il parco mezzi, con una importante iniezione di nuovi macchinari. I lavori al Centro 3 Sassu sono quasi ultimati e si prevede che per settembre siano pronti. Si è dato corso alla regimentazione idrica – con la collaborazione del Consorzio di Bonifica –. Altri investimenti dovranno essere fatti nell’arco di tre anni, un tempo necessario per portare a regime terreni riportati a nuova vita produttiva.

A settembre, in concomitanza con l’inaugurazione del sarà inaugurato il Centro 3 Sassi, la Holding BFi dovrebbe presentare il piano industriale. Il disegno di un futuro cominciato con l’Sbs, 100 anni fa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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