GHILARZA
Zuri, la frazione avrà un polo energetico
GHILARZA. Un piccolo polo energetico in grado di fornire energia a tutto l'abitato di Zuri: è una delle possibilità contemplate nel piano particolareggiato dei centri matrice esterni al nucleo...
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GHILARZA. Un piccolo polo energetico in grado di fornire energia a tutto l'abitato di Zuri: è una delle possibilità contemplate nel piano particolareggiato dei centri matrice esterni al nucleo urbano di prima e più antica formazione di Ghilarza e della frazione. Lo studio è stato presentato alla cittadinanza e ai tecnici che esercitano la libera professione nell'ultima riunione del Consiglio comunale, che in via straordinaria si è riunito nell'auditorium per approvare la proposta di adozione. Il documento sarà depositato nella segreteria comunale e pubblicato nel Buras per sessanta giorni. Contemporaneamente sarà trasmesso all' Ufficio tutela del paesaggio, con il quale i tecnici del Comune e i progettisti esterni si sono già raccordati durante la stesura del piano. Lo strumento urbanistico colma la grave lacuna dovuta all'assenza di uno studio dettagliato del centro matrice esterno alla zona A di Ghilarza, che invece ha il suo piano particolareggiato dal 2011. La frazione di Zuri risultava addirittura scoperta del tutto. Nel nuovo piano sono indicate le prescrizioni cui sono assoggettati gli immobili di proprietà privata e le linee d'indirizzo per gli edifici, le infrastrutture e i sottoservizi pubblici presenti nei 40 isolati ricompresi nella zona B1 di Ghilarza e nei nove in cui è suddivisa la frazione. Proprio nel piccolo centro è prevista la possibilità di realizzare un impianto fotovoltaico teoricamente in grado di fornire energia al sistema d'illuminazione urbana e alla totalità degli edifici presenti, a cominciare dalle abitazioni. A garantire una produzione sufficiente sarebbe una pergola posizionata sul tetto del museo paleobotanico. Una soluzione che ha suscitato le perplessità di una residente della frazione, preoccupata per il possibile impatto visivo accentuato dalla vicinanza con la storica chiesa di San Pietro. Le progettiste Angela Fadda e Maria Rosaria Manca hanno assicurato che la soluzione si integra perfettamente con il paesaggio e il contesto urbano. «Sono linee d'indirizzo – ha aggiunto il sindaco Alessandro Defrassu – Oggi siamo in fase di adozione e invito tutti a fare le dovute osservazioni perché con sensibilità diverse si possono trovare le modalità per migliorare lo studio». (mac)
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