Ospedale, prevenire le infezioni
Erogatori di gel disinfettanti presenti a macchia di leopardo, spesso vuoti: la mappa e dove intervenire
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ORISTANO. La Assl ha promosso una campagna di sensibilizzazione e informazione per prevenire le infezioni in ospedale causate dalla scarsa igiene delle mani, ma il San Martino non ha superato il test della prova dell’erogatore, dimostrando che passare dalle parole ai fatti non è sempre facile. Molti dei distributori automatici di gel antisettico, infatti, almeno sino a mercoledì scorso erano vuoti.
Vuoto l’unico dispenser presente al Pronto Soccorso, va meglio all'ingresso in ospedale e a seguire nella sala d'aspetto Ticket e Cup. Bene in Nefrologia e Dialisi dove, nella sala d'aspetto agli ambulatori, l'erogatore c'è ed il gel pure, così al piano sottostante, negli spogliatoi dei pazienti e antistante la sala dialisi, gli erogatori hanno il gel igienizzante.
Ci si può igienizzare le mani anche in Radiologia e nella sala d'attesa della Rianimazione.
Nessun erogatore invece in Anatomia Patologica, «ma – fanno sapere – ci siamo trasferiti di recente e ci dobbiamo attrezzare». Niente dispenser, in Radiologia Screenning Mammografico. In Radiologia Tac invece l'erogatore è posizionato ma è vuoto.
Va meglio nella sala d'aspetto degli ambulatori di Ortopedia al piano terra, dove ci si può tranquillamente disinfettare le mani. Male in Diabetologia, nella sala d' aspetto della Preospedalizzazione e all’ingresso della sala d'aspetto della Medicina. Dispenser a secco anche all'ingresso della sezione donne in Medicina, mentre nel reparto i sei erogatori disposti ogni due stanze, risultano traboccanti di gel igienizzante.
Risultano virtuosi anche il Centro trasfusionale, la sala d'attesa esterna all'Oncologia e il reparto , dove quattro erogatori su cinque risultano attivi, mentre al piano sottostante, per l'unico dispenser pieno in Ematologia, c'è quello vuoto all'ingresso degli altri ambulatori di Oncologia.
Uno e pieno in Endoscopia Digestiva, due e vuoti nell'altra Endoscopia a fianco.
Un dispenser pieno ed uno vuoto anche nel Laboratorio Analisi. Cinque su sei erogano il gel, in Pediatria.
Nota stonata nella Farmacia, preposta proprio alla distribuzione del presidio igienizzante ai reparti: nessun dispenser ai muri.
L’uso virtuoso del gel è merito di un epidemiologo: Didier Pittet. Nel 1992, quando nell’ospedale di Ginevra dove lavora, scoppia un'epidemia di Staphylococcus Aureus meticillino resistente. Il medico osservò che i picchi maggiori della trasmissione del super batterio si registravano in terapia intensiva e la colpa era la scarsa igiene delle mani; da qui nacque l’idea di realizzare un gel idroalcolico per la sterilizzazione delle mani, a base di alcol e glicerina. Una frizione di venti secondi basta a interrompere il passaggio di virus e batteri dalle mani degli operatori ai pazienti. Ecco perche gli erogatori servono, tanti e carichi. Non sempre così avviene. Ma intanto erogatore a secco anche all'ingresso della Neuroriabilitazione, mentre in reparto ce ne sono dieci e tutti carichi.
Cinque e colmi di gel in Cardiologia e in Terapia Intensiva Coronarica, e invece, sempre al primo piano ma nell'ambulatorio di Ostetricia e Ginecologia, il distributore di gel è vuoto. Nell'Unità Operativa di Ortopedia- Microcitemico, il dispenser posizionato all'ingresso è vuoto e scassato, mentre in reparto ce ne sono sei ed erogano il gel.
Ad aggiudicarsi il maggior numero di erogatori, l'Unità Operativa di Pneumologia: tutti e 13 totalmente utilizzabili, ma solo «perchè – sottolineano gli infermieri – mancano i lavandini»..
Molto male al quinto piano, nell'Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia ci sono quattro erogatori ma sono tutti vuoti. Gel scaduto? Dalla Direzione Sanitaria smentiscono. «Se gli erogatori sono vuoti – ha rimarcato Annalisa Muscas – o qualcuno si è dimenticato di ricaricarli o di richiedere le ricariche. Il gel comunque non è scaduto».
Da qualche giorno la Asl fornisce a tutti gli operatori, il gel antisettico mani tascabile pronto all'uso e «l'obiettivo – ha aggiunto il medico – è fornire anche i dispenser da carrello, da camice e di posizionarli sopra la testiera dei letti dei pazienti».
Caterina Angotzi
Vuoto l’unico dispenser presente al Pronto Soccorso, va meglio all'ingresso in ospedale e a seguire nella sala d'aspetto Ticket e Cup. Bene in Nefrologia e Dialisi dove, nella sala d'aspetto agli ambulatori, l'erogatore c'è ed il gel pure, così al piano sottostante, negli spogliatoi dei pazienti e antistante la sala dialisi, gli erogatori hanno il gel igienizzante.
Ci si può igienizzare le mani anche in Radiologia e nella sala d'attesa della Rianimazione.
Nessun erogatore invece in Anatomia Patologica, «ma – fanno sapere – ci siamo trasferiti di recente e ci dobbiamo attrezzare». Niente dispenser, in Radiologia Screenning Mammografico. In Radiologia Tac invece l'erogatore è posizionato ma è vuoto.
Va meglio nella sala d'aspetto degli ambulatori di Ortopedia al piano terra, dove ci si può tranquillamente disinfettare le mani. Male in Diabetologia, nella sala d' aspetto della Preospedalizzazione e all’ingresso della sala d'aspetto della Medicina. Dispenser a secco anche all'ingresso della sezione donne in Medicina, mentre nel reparto i sei erogatori disposti ogni due stanze, risultano traboccanti di gel igienizzante.
Risultano virtuosi anche il Centro trasfusionale, la sala d'attesa esterna all'Oncologia e il reparto , dove quattro erogatori su cinque risultano attivi, mentre al piano sottostante, per l'unico dispenser pieno in Ematologia, c'è quello vuoto all'ingresso degli altri ambulatori di Oncologia.
Uno e pieno in Endoscopia Digestiva, due e vuoti nell'altra Endoscopia a fianco.
Un dispenser pieno ed uno vuoto anche nel Laboratorio Analisi. Cinque su sei erogano il gel, in Pediatria.
Nota stonata nella Farmacia, preposta proprio alla distribuzione del presidio igienizzante ai reparti: nessun dispenser ai muri.
L’uso virtuoso del gel è merito di un epidemiologo: Didier Pittet. Nel 1992, quando nell’ospedale di Ginevra dove lavora, scoppia un'epidemia di Staphylococcus Aureus meticillino resistente. Il medico osservò che i picchi maggiori della trasmissione del super batterio si registravano in terapia intensiva e la colpa era la scarsa igiene delle mani; da qui nacque l’idea di realizzare un gel idroalcolico per la sterilizzazione delle mani, a base di alcol e glicerina. Una frizione di venti secondi basta a interrompere il passaggio di virus e batteri dalle mani degli operatori ai pazienti. Ecco perche gli erogatori servono, tanti e carichi. Non sempre così avviene. Ma intanto erogatore a secco anche all'ingresso della Neuroriabilitazione, mentre in reparto ce ne sono dieci e tutti carichi.
Cinque e colmi di gel in Cardiologia e in Terapia Intensiva Coronarica, e invece, sempre al primo piano ma nell'ambulatorio di Ostetricia e Ginecologia, il distributore di gel è vuoto. Nell'Unità Operativa di Ortopedia- Microcitemico, il dispenser posizionato all'ingresso è vuoto e scassato, mentre in reparto ce ne sono sei ed erogano il gel.
Ad aggiudicarsi il maggior numero di erogatori, l'Unità Operativa di Pneumologia: tutti e 13 totalmente utilizzabili, ma solo «perchè – sottolineano gli infermieri – mancano i lavandini»..
Molto male al quinto piano, nell'Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia ci sono quattro erogatori ma sono tutti vuoti. Gel scaduto? Dalla Direzione Sanitaria smentiscono. «Se gli erogatori sono vuoti – ha rimarcato Annalisa Muscas – o qualcuno si è dimenticato di ricaricarli o di richiedere le ricariche. Il gel comunque non è scaduto».
Da qualche giorno la Asl fornisce a tutti gli operatori, il gel antisettico mani tascabile pronto all'uso e «l'obiettivo – ha aggiunto il medico – è fornire anche i dispenser da carrello, da camice e di posizionarli sopra la testiera dei letti dei pazienti».
Caterina Angotzi
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