Acqua non potabile, disagi per bar e ristoranti
di Michela Cuccu
Oristano, livelli ancora non a norma. Autobotti di Abbanoa in funzione per scuole e strutture sanitarie
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ORISTANO. L’acqua che scorre dai rubinetti continua ad essere non potabile. Sono trascorsi ormai dodici giorni dall’ordinanza del sindaco Andrea Lutzu, che a seguito delle analisi eseguite dai tecnici del Sian dell’Azienda socio sanitaria di Oristano e di Abbanoa, ne ha vietato l’utilizzo per usi alimentari. Le analisi, che nel frattempo sono state ripetute costantemente, hanno infatti accertato un livello eccessivo di torbidità, determinato dalle abbondantissime piogge delle ultime settimane.
Sembrerebbe tuttavia che i parametri stiano rapidamente ritornando alla normalità, anche se bisognerà attendere il fine settimana per conoscere l’esito delle analisi sui campioni prelevati ieri dai tecnici della Assl. Il sindaco, Andrea Lutzu, è fiducioso: «Già dalle penultime analisi i livelli di torbidità si erano sensibilmente abbassati. Ovviamente, non possiamo abbassare il livello di attenzione, dunque, resta ancora in vigore l’ordinanza del 4 maggio». Nel frattempo, per evitare la chiusura delle scuole ed assicurare il proseguimento dei servizi di mensa, Abbanoa ha garantito l’approvvigionamento di acqua potabile con le autobotti nelle scuole e nelle strutture sanitarie. Autobotti che hanno continuato ad essere presenti in alcune frazioni, mentre molti cittadini hanno potuto rifornirsi da alcune fontanelle del quartiere di Sa Rodia. Tuttavia i disagi non sono mancati, se si considera che in tanti hanno dovuto acquistare l’acqua in bottiglia anche per cucinare, lavare frutta e verdure e per lavarsi i denti. «Anche molte attività economiche hanno avuto grossi problemi – dice Nando Faedda, presidente della Confcommercio – . Quelli più seri sono stati per i bar e i ristoranti che pur di continuare a lavorare hanno dovuto acquistare l’acqua anche per lavare le stoviglie, affrontando un aggravio di costi non da poco. Problema condiviso da tantissime famiglie – ha proseguito – costrette ad una spesa ulteriore non certo prevista».
Già qualche anno fa gli Oristanesi si erano trovati a dover affrontare la stessa situazione. Allora però, il divieto di utilizzo dell’acqua di rete per usi alimentari era durato ben cinque settimane. «Forse anche per questo – dice il sindaco – malgrado le evidenti difficoltà in Comune non abbiamo ricevuto lamentele dai cittadini. Ovviamente, ora faremo il possibile per evitare che in futuro una situazione del genere possa ancora ripetersi».
Sembrerebbe tuttavia che i parametri stiano rapidamente ritornando alla normalità, anche se bisognerà attendere il fine settimana per conoscere l’esito delle analisi sui campioni prelevati ieri dai tecnici della Assl. Il sindaco, Andrea Lutzu, è fiducioso: «Già dalle penultime analisi i livelli di torbidità si erano sensibilmente abbassati. Ovviamente, non possiamo abbassare il livello di attenzione, dunque, resta ancora in vigore l’ordinanza del 4 maggio». Nel frattempo, per evitare la chiusura delle scuole ed assicurare il proseguimento dei servizi di mensa, Abbanoa ha garantito l’approvvigionamento di acqua potabile con le autobotti nelle scuole e nelle strutture sanitarie. Autobotti che hanno continuato ad essere presenti in alcune frazioni, mentre molti cittadini hanno potuto rifornirsi da alcune fontanelle del quartiere di Sa Rodia. Tuttavia i disagi non sono mancati, se si considera che in tanti hanno dovuto acquistare l’acqua in bottiglia anche per cucinare, lavare frutta e verdure e per lavarsi i denti. «Anche molte attività economiche hanno avuto grossi problemi – dice Nando Faedda, presidente della Confcommercio – . Quelli più seri sono stati per i bar e i ristoranti che pur di continuare a lavorare hanno dovuto acquistare l’acqua anche per lavare le stoviglie, affrontando un aggravio di costi non da poco. Problema condiviso da tantissime famiglie – ha proseguito – costrette ad una spesa ulteriore non certo prevista».
Già qualche anno fa gli Oristanesi si erano trovati a dover affrontare la stessa situazione. Allora però, il divieto di utilizzo dell’acqua di rete per usi alimentari era durato ben cinque settimane. «Forse anche per questo – dice il sindaco – malgrado le evidenti difficoltà in Comune non abbiamo ricevuto lamentele dai cittadini. Ovviamente, ora faremo il possibile per evitare che in futuro una situazione del genere possa ancora ripetersi».
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