La Nuova Sardegna

Oristano

Insulina, prescrizioni "esagerate": sotto esame i piani terapeutici dei diabetici

Simonetta Selloni
Insulina, prescrizioni "esagerate": sotto esame i piani terapeutici dei diabetici

I controlli della Assl alla Casa di cura Madonna del Rimedio dopo la scoperta di ricette con quantità eccessive di farmaco

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ORISTANO. I numeri. Alcune ricette con prescrizioni esagerate: tre volte tanto le necessità, ad andare bene. Sono stati i numeri a far scoppiare il caso dei piani terapeutici per diabetici insulinodipendenti, predisposti senza autorizzazione dalla Casa di cura Madonna del Rimedio. Da almeno due anni la Casa di cura, accreditata e con un servizio di Diabetologia di prim’ordine, predisponeva piani terapeutici che invece la Regione Sarda ha deciso possano essere varati solo dalle strutture sanitarie pubbliche. La conseguenza è stato un duplice semaforo rosso: alla Casa di cura e ai medici di base.

Troppa insulina. Una settimana fa la Assl di Oristano ha mandato una lettera alla Casa di cura e ai medici di base. A questi ha chiesto di non prescrivere più farmaci di nuova generazione previsti dai piani terapeutici per diabetici varati dalla Casa di cura Madonna del Rimedio. Il fatto è che dall’analisi dei dati al servizio farmaceutico della Assl, è emerso che per alcuni pazienti erano state prescritte dosi esagerate di insulina. Molto oltre le dosi di “sicurezza”, che si possono contemplare nel caso in cui qualche fiala si rompa. La Assl di Oristano siè trovata ai primi posti in Italia per il consumo pro capite di insula. Ai medici è stato chiesto di produrre il piano terapeutico sul quale erano basate le prescrizioni. I piani risultavano varati dalla Casa di cura.

I piani scomparsi. Il protocollo prevede che copia dei piani terapeutici venga inviata al servizio farmaceutico della Assl. Ma dalla Casa di cura, questa trasmissione non è mai avvenuta. La Assl di Oristano ha affidato a una ditta toscana la verifica e l’incrocio dei dati che riguardano le spese, quella farmaceutica compresa. Una procedura che avviene “a vista”, sul cartaceo. Forse è questa la ragione per la quale l’anomalia della Casa di cura Madonna del Rimedio, che ha continuato a varare i piani terapeutici, non è mai emersa prima.

La Casa di cura. Alla Casa di cura sono in corso le verifiche sulle procedure autorizzative, secondo quanto spiegato dal direttore Nicola Mura. Lo scorso anno la struttura aveva chiesto all’assessorato regionale alla Sanità l’autorizzazione a predisporre i piani terapeutici. Ma non ha avuto il nulla osta, neanche in deroga. E comunque ha continuato a farli. Almeno un migliaio, si stima.

Le liste d’attesa. In attesa di vederci chiaro sulle prescrizioni e sui piani terapeutici che non si potevano fare – e che non sono mai stati trasmessi –, la questione ha il suo risvolto più impegnativo. Ossia, mille pazienti che da un giorno all’altro sono stati dirottati al Centro Diabetologico della Assl di Oristano. Ma lì, per ottenere un piano terapeutico, le attese sono lunghe. Mesi. C’è già polemica. «È un punto sul quale stiamo lavorando, è chiaro che bisogna garantire continuità assistenziale ai pazienti», dice il direttore generale della Assl Mariano Meloni. Il fatto è che questo delle liste d’attesa è un nervo scoperto e le dichiarazioni d’intenti non bastano certo a dare risposte a una tipologia di pazienti che ha bisogno di un controllo costante. È ovvio che sulla Diabetologia la Assl dovrà dirottare risorse, e anche velocemente, per dare risposte concrete.

«Pensano solo al risparmio». I familiari dei pazienti sono sul piede di guerra. «Non si capisce perché la Regione privi una struttura accreditata di una funzione che finora ha svolto egregiamente». Carmela Marras è un medico ma anche sorella di diabetica e nipote di un diabetico. Ha qualcosa da dire anche sulle prescrizioni ritenute eccessive: «I diabetici spesso compensano la glicemia aumentando le dosi di insulina. Hanno imparato a farlo. Quindi bisogna vedere se davvero sono eccessive le prescrizioni». E qualcosa da dire ce l’ha anche sul momento in cui tutta la vicenda emerge: «Come mai solo ora, e per due anni nessuno si è accorto che la Casa di cura faceva i piani?» Domanda interessante, che sicuramente merita una risposta.

L’Ordine dei medici. Antonio Sulis è il presidente dell’Ordine. Tutta la vicenda ha creato malumore nei medici di base. «Vorremmo che la vicenda fosse chiarita al più presto. Se ci sono incongruità, bisogna capirne le ragioni e poi eventualmente intervenire. Intanto si deve verificare se davvero quelle che sono ritenute anomalie lo siano». Non resta che aspettare i chiarimenti.

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