l’intervento
«La città non ha preso le distanze da chi ha commesso reati»
di Simonetta Selloni
ORISTANO. C’è chi dice no. Chi si indigna per il comportamento di «alcuni sartiglianti, solo alcuni, che non meritano la stima della città». L’intervento di un congiunto stretto di un cavaliere della...
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ORISTANO. C’è chi dice no. Chi si indigna per il comportamento di «alcuni sartiglianti, solo alcuni, che non meritano la stima della città». L’intervento di un congiunto stretto di un cavaliere della Sartiglia mette a nudo alcuni aspetti non secondari in questa storia poco edificante. Intanto, la fatica di emergere per quel gruppo di cavalieri che dai controlli non aveva nulla da temere; il silenzio quasi corale della città e delle sue istituzioni sui reati contestati ad alcuni cavalieri; il fatto che l’estensore dell’intervento abbia chiesto di mantenere l’anonimato, con una spiegazione: paura di ritorsioni. E anche questo non è uno scenario positivo, tutt’altro.
Andiamo per ordine. Si chiede, il “semplice cittadino oristanese, uno dei tanti amanti della Sartiglia”, come si qualifica, di «cosa abbia bisogna Oristano per svegliarsi e guardare in faccia alla realtà». Poche righe per chiarire il concetto: «Alcuni sartiglianti non meritano la stima della città. Con il loro comportamento hanno infangato la più antica tradizione oristanese, hanno ingannato il pubblico che li applaudiva, hanno cercato di prendersi gioco dei tutori della legge e ora preferiscono cambiare i loro regolamenti interni piuttosto che chiedere onestà e correttezza ai propri soci», riferimento all’annuncio, da parte del presidente dell’Associazione cavalieri Francesco Castagna, dell’intenzione di lasciare il Coni e diventare un’associazione culturale. Quindi, il riferimento all’esultanza diffusa sui social per il trasferimento di Aliquò. «È offensivo soprattutto per il nuovo questore. Sarebbe come dire che lo Stato ha tolto un suo uomo che si è rifiutato di far finta di non vedere e ora ne sta mandando uno con l’incarico di girare la faccia dall’altra parte».
C’è poi un atto d’accusa sulla mancata presa di distanze da irregolarità che, se accertate, rischiano di condizionare il futuro della Sartiglia. «Mi domando se sia giusto pensare che in una città come Oristano e in una manifestazione come la Sartiglia l’unico baluardo della legalità debba essere il questore. Il sindaco, la Fondazione, i gremi, i cavalieri, i vari sacerdoti che ruotano attorno alla manifestazione; ma anche i cittadini, la stampa, possibile che nessuno abbia speso pubblicamente una sola parola per condannare, senza se e senza ma, chi ha commesso i reati di uso di stupefacenti, sostituzione di persone, oltraggio a pubblico ufficiale? Perchè parlare solo dei controlli eccessivi o intempestivi o dell’opportunità di uscire dal Coni?». E sul sindaco Andrea Lutzu: «Lei si vanta di esser stato forte nel richiamare i cavalieri alla legalità, lo dimostri. Come presidente onorario della Fondazione ha la facoltà di chiedere e ottenere che tutti coloro che hanno commesso i reati siano radiati dalla Sartiglia. Lei e i gremi avete detto di volerla difendere: ma da chi?». Sarà interessante vedere se e quali risposte arriveranno.
Andiamo per ordine. Si chiede, il “semplice cittadino oristanese, uno dei tanti amanti della Sartiglia”, come si qualifica, di «cosa abbia bisogna Oristano per svegliarsi e guardare in faccia alla realtà». Poche righe per chiarire il concetto: «Alcuni sartiglianti non meritano la stima della città. Con il loro comportamento hanno infangato la più antica tradizione oristanese, hanno ingannato il pubblico che li applaudiva, hanno cercato di prendersi gioco dei tutori della legge e ora preferiscono cambiare i loro regolamenti interni piuttosto che chiedere onestà e correttezza ai propri soci», riferimento all’annuncio, da parte del presidente dell’Associazione cavalieri Francesco Castagna, dell’intenzione di lasciare il Coni e diventare un’associazione culturale. Quindi, il riferimento all’esultanza diffusa sui social per il trasferimento di Aliquò. «È offensivo soprattutto per il nuovo questore. Sarebbe come dire che lo Stato ha tolto un suo uomo che si è rifiutato di far finta di non vedere e ora ne sta mandando uno con l’incarico di girare la faccia dall’altra parte».
C’è poi un atto d’accusa sulla mancata presa di distanze da irregolarità che, se accertate, rischiano di condizionare il futuro della Sartiglia. «Mi domando se sia giusto pensare che in una città come Oristano e in una manifestazione come la Sartiglia l’unico baluardo della legalità debba essere il questore. Il sindaco, la Fondazione, i gremi, i cavalieri, i vari sacerdoti che ruotano attorno alla manifestazione; ma anche i cittadini, la stampa, possibile che nessuno abbia speso pubblicamente una sola parola per condannare, senza se e senza ma, chi ha commesso i reati di uso di stupefacenti, sostituzione di persone, oltraggio a pubblico ufficiale? Perchè parlare solo dei controlli eccessivi o intempestivi o dell’opportunità di uscire dal Coni?». E sul sindaco Andrea Lutzu: «Lei si vanta di esser stato forte nel richiamare i cavalieri alla legalità, lo dimostri. Come presidente onorario della Fondazione ha la facoltà di chiedere e ottenere che tutti coloro che hanno commesso i reati siano radiati dalla Sartiglia. Lei e i gremi avete detto di volerla difendere: ma da chi?». Sarà interessante vedere se e quali risposte arriveranno.
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