Sedilo, per le aree incolte interpellanza dell’opposizione
SEDILO. Le piogge abbondanti degli ultimi mesi hanno determinato uno sviluppo eccezionale della vegetazione, che con l'arrivo della stagione secca rischia di provocare inconvenienti di vario tipo...
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SEDILO. Le piogge abbondanti degli ultimi mesi hanno determinato uno sviluppo eccezionale della vegetazione, che con l'arrivo della stagione secca rischia di provocare inconvenienti di vario tipo senza un tempestivo intervento di pulizia e manutenzione. L'allarme è stato lanciato dalla minoranza consiliare, che in un'interpellanza ventila situazioni di emergenza. «A causa della totale incuria c'è il rischio che con l'arrivo del caldo la periferia e le numerose aree destinate a verde pubblico diventino ricettacolo di zecche e zanzare», avvertono gli esponenti di Progresso Sedilo, che riferiscono di aver raccolto le segnalazioni e le proteste dei cittadini. «Al Comune spetta il compito di intervenire, e innanzitutto, quello di informare la popolazione sul programma e i tempi dell'intervento», rilevano Sara Lampreu, Salvatore Carta, Margherita Cherchi e Umberto Cocco. I consiglieri chiedono al sindaco e agli uffici comunali quale sia l'entità delle risorse stanziate per i cantieri e di chiarire con quali tempistica e modalità s'intende mettere mano alla situazione. In alcune zone le operazioni di sfalcio e pulizia sono cominciate, ancorché interrotte da nuove precipitazioni, ma per chi ancora attende di vedere decespugliatori e rastrelli è troppo poco. E la protesta viaggia anche su internet, dove una cittadina ha postato il video di un'aiuola incolta in piazza Gramsci, alla periferia dell'abitato. «Credo che sia una situazione diffusa anche in altre zone periferiche del paese», ha commentato l'autrice del filmato rivendicando parità di trattamento nell' erogazione dei servizi per tutti i contribuenti locali. «È senz’altro ammirevole l’impegno dell’amministrazione nella cura del verde pubblico e della pulizia, ma si direbbe che questo impegno sia concentrato tutto e solo nell’estremo “centro”», ha contestato la donna. «Noi che abitiamo in periferia siamo figli di un dio minore? Eppure non si fanno distinzioni di zona di provenienza quando si deve pagare la Tari». (mac)
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