Oristano, indumenti usati: bloccata la raccolta differenziata è il caos
Michela Cuccu
Dopo lo stop alla società incaricata si moltiplicano in città le discariche improvvisate
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ORISTANO. Il Comune sospende la raccolta differenziata degli indumenti usati ma evidentemente, c’è chi fa orecchio da mercante.
Nelle ultime settimane in Città e nelle frazioni è tutto un fiorire di sacconi pieni buttati per strada.
Fatte rarissime eccezioni (in centro infatti il fenomeno non si è verificato) in periferia c’è una discarica di abiti e scarpe usati, di stracci e vecchie coperte che spunta accanto ad ogni cassone giallo della raccolta differenziata.
Segni dell’inciviltà di quegli individui che, per nulla preoccupati di creare disagi al resto della città, fanno finta di non sapere e sistematicamente, soprattutto in queste settimane di “cambio armadi” hanno pensato bene di abbandonare i loro rifiuti per strada, probabilmente convinti che alla fine, qualcuno li ritirerà.
Incivili e pure distratti (difficile infatti pensare che siano anche analfabeti) che hanno fatto persino finta di non vedere i cartelli con il divieto di abbandonare i rifiuti per strada affisso su ogni cassonetto giallo.
E siccome gli imbrattatori urbani non agiscono mai soli, qualcuno ha pure deciso di liberarsi di altri rifiuti, tipo secchi di tinta per le pareti, sistemandoli bene accanto ai sacconi dei vestiti usati.
Tutto ha inizio lo scorso marzo, quando, la Serdan Tess, la società che gestisce l’appalto per il ritiro degli indumenti usati in mezza Sardegna, era stata destinataria di un provvedimento di interdizione prefettizia per sospetta infiltrazione mafiosa.
Dopo che il Tribunale amministrativo regionale, su ricorso dell’avvocato Raffaele Miscali, aveva sospeso il provvedimento (e rinviato per la decisione di merito al prossimo 7 novembre), il prefetto di Oristano Giuseppe Guetta alla fine di maggio ha reiterato la stessa misura interdittiva, peraltro applicata per la prima volta in provincia di Oristano.
Il nuovo provvedimento è stato notificato dalla Guardia di finanza – che ha svolto lunghe e articolate indagini sulla base delle quali è scaturita l’interdizione – al rappresentante legale della Serdan Tess, Giandomenico Piras, al socio Matteo Garau (di Santa Giusta), e al commissario della Provincia, Massimo Torrente.
La Provincia infatti è competente in materia dei rifiuti e ha rilasciato alla Serdan Tess l’autorizzazione unica a esercitare il servizio.
Nel frattempo, Oristano e tanti altri Comuni convenzionati con la Serdan Tess, hanno rescisso (come prevede la normativa) il contratto con la società e sono rimasti privi del servizio di raccolta degli abiti usati.
Una situazione complicata che certo non giustifica l’inciviltà di chi continua ad abbandonare gli abiti usati per strada.
Nelle ultime settimane in Città e nelle frazioni è tutto un fiorire di sacconi pieni buttati per strada.
Fatte rarissime eccezioni (in centro infatti il fenomeno non si è verificato) in periferia c’è una discarica di abiti e scarpe usati, di stracci e vecchie coperte che spunta accanto ad ogni cassone giallo della raccolta differenziata.
Segni dell’inciviltà di quegli individui che, per nulla preoccupati di creare disagi al resto della città, fanno finta di non sapere e sistematicamente, soprattutto in queste settimane di “cambio armadi” hanno pensato bene di abbandonare i loro rifiuti per strada, probabilmente convinti che alla fine, qualcuno li ritirerà.
Incivili e pure distratti (difficile infatti pensare che siano anche analfabeti) che hanno fatto persino finta di non vedere i cartelli con il divieto di abbandonare i rifiuti per strada affisso su ogni cassonetto giallo.
E siccome gli imbrattatori urbani non agiscono mai soli, qualcuno ha pure deciso di liberarsi di altri rifiuti, tipo secchi di tinta per le pareti, sistemandoli bene accanto ai sacconi dei vestiti usati.
Tutto ha inizio lo scorso marzo, quando, la Serdan Tess, la società che gestisce l’appalto per il ritiro degli indumenti usati in mezza Sardegna, era stata destinataria di un provvedimento di interdizione prefettizia per sospetta infiltrazione mafiosa.
Dopo che il Tribunale amministrativo regionale, su ricorso dell’avvocato Raffaele Miscali, aveva sospeso il provvedimento (e rinviato per la decisione di merito al prossimo 7 novembre), il prefetto di Oristano Giuseppe Guetta alla fine di maggio ha reiterato la stessa misura interdittiva, peraltro applicata per la prima volta in provincia di Oristano.
Il nuovo provvedimento è stato notificato dalla Guardia di finanza – che ha svolto lunghe e articolate indagini sulla base delle quali è scaturita l’interdizione – al rappresentante legale della Serdan Tess, Giandomenico Piras, al socio Matteo Garau (di Santa Giusta), e al commissario della Provincia, Massimo Torrente.
La Provincia infatti è competente in materia dei rifiuti e ha rilasciato alla Serdan Tess l’autorizzazione unica a esercitare il servizio.
Nel frattempo, Oristano e tanti altri Comuni convenzionati con la Serdan Tess, hanno rescisso (come prevede la normativa) il contratto con la società e sono rimasti privi del servizio di raccolta degli abiti usati.
Una situazione complicata che certo non giustifica l’inciviltà di chi continua ad abbandonare gli abiti usati per strada.
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