Un’eredità scomoda per il nuovo questore Rossi
Domani l’insediamento: è stato per 4 anni vicario a Cagliari. Esperienze anche a Nuoro e Orgosolo
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ORISTANO. Lunedì si insedierà a Oristano il nuovo questore, Ferdinando Rossi, al posto di Giovanni Aliquò. Rossi, 53 anni da compiere il 29 luglio, di Nocera Inferiore, arriva dalla questura di Cagliari nella quale, negli ultimi due anni, ha ricoperto l’incarico di vicario.
Una carriera in gran parte vissuta in Sardegna, quella di Rossi. Ma con importanti incarichi e riconoscimenti che testimoniano il suo lungo impegno contro la criminalità organizzata. Ferdinando Rossi è entrato in Polizia nel 1985, anno in cui ha vinto il concorso per l'ammissione al 2° corso di formazione per allievi vice commissari all'Istituto Superiore di Polizia, dove nel 1989 si è diplomato. Poi, la laurea in Giurisprudenza all’Università La Sapienza a Roma.
Nel 1990 è stato assegnato al commissariato di Crema e successivamente al Nucleo antisequestri della Polizia di Stato di Bovalino, in provincia di Reggio Calabria. Dal 1992 ha diretto i commissariati di Termoli, e per la prima volta è stato in Sardegna con l’incarico di commissario a Orgosolo. Quindi, Sarno, Battipaglia (dove è stato insignito della cittadinanza onoraria), Nocera Inferiore (SA), “Due Torri-S.Francesco” a Bologna, e in Campania, a Torre del Greco e Castellammare di Stabia.
Rossi ha prestato servizio presso la Squadra mobile di Salerno ed ha diretto le Squadre mobili di Potenza, quindi un ritorno in Sardegna al vertice della Squadra mobile della questura di Nuoro (dal 2005 al 2008), poi nuovi trasferimenti a Napoli, sempre a capo della Squadra mobile.
Nel corso della sua carriera è stato impegnato nel contrasto al fenomeno dei sequestri di persona e della criminalità organizzata, in particolare la Camorra salernitana e napoletana. In questo ambito, ha diretto importanti operazioni che hanno portato alla disarticolazione di numerosi cartelli camorristici campani ed alla cattura di decine di latitanti. Nel marzo scorso, a testimonianza del costante impegno contro ogni forma di criminalità, a Napoli ha ricevuto il premio intitolato alla memoria dei Giudici Livatino, Saetta e Costa. Al questore Rossi gli auguri di buon lavoro della Nuova Sardegna.
Una carriera in gran parte vissuta in Sardegna, quella di Rossi. Ma con importanti incarichi e riconoscimenti che testimoniano il suo lungo impegno contro la criminalità organizzata. Ferdinando Rossi è entrato in Polizia nel 1985, anno in cui ha vinto il concorso per l'ammissione al 2° corso di formazione per allievi vice commissari all'Istituto Superiore di Polizia, dove nel 1989 si è diplomato. Poi, la laurea in Giurisprudenza all’Università La Sapienza a Roma.
Nel 1990 è stato assegnato al commissariato di Crema e successivamente al Nucleo antisequestri della Polizia di Stato di Bovalino, in provincia di Reggio Calabria. Dal 1992 ha diretto i commissariati di Termoli, e per la prima volta è stato in Sardegna con l’incarico di commissario a Orgosolo. Quindi, Sarno, Battipaglia (dove è stato insignito della cittadinanza onoraria), Nocera Inferiore (SA), “Due Torri-S.Francesco” a Bologna, e in Campania, a Torre del Greco e Castellammare di Stabia.
Rossi ha prestato servizio presso la Squadra mobile di Salerno ed ha diretto le Squadre mobili di Potenza, quindi un ritorno in Sardegna al vertice della Squadra mobile della questura di Nuoro (dal 2005 al 2008), poi nuovi trasferimenti a Napoli, sempre a capo della Squadra mobile.
Nel corso della sua carriera è stato impegnato nel contrasto al fenomeno dei sequestri di persona e della criminalità organizzata, in particolare la Camorra salernitana e napoletana. In questo ambito, ha diretto importanti operazioni che hanno portato alla disarticolazione di numerosi cartelli camorristici campani ed alla cattura di decine di latitanti. Nel marzo scorso, a testimonianza del costante impegno contro ogni forma di criminalità, a Napoli ha ricevuto il premio intitolato alla memoria dei Giudici Livatino, Saetta e Costa. Al questore Rossi gli auguri di buon lavoro della Nuova Sardegna.
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