Il sogno da palcoscenico della ballerina di “Loro 2”
di Enrico Carta
L’oristanese Chiara Mocci ha partecipato a due scene del film di Paolo Sorrentino. Un casting fatto per caso, poi la scelta del regista e la magia del cinema
3 MINUTI DI LETTURA
ORISTANO. Un selfie per celebrare il momento. Magari non sarà l’unica occasione, ma è meglio cogliere al volo il primo treno che passa. Quello di Chiara Mocci, ventunenne oristanese che vive a Firenze, corre veloce e viene guidato da un macchinista speciale. L’uomo nella foto – c’è bisogno di dirlo? – è il regista Paolo Sorrentino e i due non si sono incontrati per caso in qualche aeroporto o stazione. L’ambientazione giusta per il primo sguardo incrociato è stata sul set del film “Loro 2”, secondo episodio della serie che nelle scorse settimane ha raccontato al cinema vent’anni di storia italiana sotto il segno zodiacale di Silvio Berlusconi.
Gli astri, evidentemente, erano allineati nel modo giusto perché su quel set è salita anche Chiara Mocci, ballerina professionista dell’Opus Ballet di Firenze nonostante la giovane età, e per la prima volta anche attrice. Ma forse, in questa storia, le stelle c’entrano poco se si esclude quelle del cinema. Dopo le prove e l’esperienza del casting in cui Paolo Sorrentino immediatamente nota la giovane oristanese, arriva la chiamata. Seguono le prove e poi....Ciak, si gira. Due scene: una brevissima con una sola battuta detta da un’altra comparsa durante una delle ormai famose feste che hanno colorato molti giorni d’estate a Villa Certosa; la seconda invece dura dieci minuti e si svolge all’interno di una palestra dove Chiara Mocci interpreta il ruolo di leader del gruppo di ballo che prepara la coreografia, sotto le musiche di “Meno male che Silvio c’è”.
Questo è ciò che si vede sul grande schermo, il resto è racconto di un’esperienza che potrebbe portare lontano la ballerina che già calca palcoscenici famosi in mezzo mondo. «Questa avventura è nata per merito di mia madre Caterina – racconta Chiara Mocci –. Ha visto un annuncio per il casting e mi ha suggerito di provarci». Poi sono arrivati i complimenti di Paolo Sorrentino sin dalla prima prova e la scelta che l’ha portata nel cast. «Abbiamo iniziato le prove per le coreografie – racconta – e naturalmente per mesi abbiamo mantenuto il vincolo del silenzio come prevedeva il contratto. Con Paolo Sorrentino il rapporto è stato subito eccellente, è una persona affascinante che può sembrare severa mentre girovaga fra le scene e osserva. Però si capisce subito che sta elaborando concetti, che sta studiando ogni dettaglio che servirà per migliorare il film. Gira come un fantasma silenzioso, poi all’improvviso dice il suo “Ciak, si gira”». E poi ci sono i divi come Riccardo Scamarcio e Toni Servillo, «ma non ho avuto modo di parlare con loro. Ho avuto però modo di studiarli come persone. Sono molto riflessivi e non fanno le star, però sono super professionali e sempre carini anche con chi fa loro da supporto».
Spesso si inizia così. «Certo che sogno un futuro nel cinema, certo che sì. Lo sogno da sempre, ma non avevo mai pensato che potesse aprirsi una porta».
Gli astri, evidentemente, erano allineati nel modo giusto perché su quel set è salita anche Chiara Mocci, ballerina professionista dell’Opus Ballet di Firenze nonostante la giovane età, e per la prima volta anche attrice. Ma forse, in questa storia, le stelle c’entrano poco se si esclude quelle del cinema. Dopo le prove e l’esperienza del casting in cui Paolo Sorrentino immediatamente nota la giovane oristanese, arriva la chiamata. Seguono le prove e poi....Ciak, si gira. Due scene: una brevissima con una sola battuta detta da un’altra comparsa durante una delle ormai famose feste che hanno colorato molti giorni d’estate a Villa Certosa; la seconda invece dura dieci minuti e si svolge all’interno di una palestra dove Chiara Mocci interpreta il ruolo di leader del gruppo di ballo che prepara la coreografia, sotto le musiche di “Meno male che Silvio c’è”.
Questo è ciò che si vede sul grande schermo, il resto è racconto di un’esperienza che potrebbe portare lontano la ballerina che già calca palcoscenici famosi in mezzo mondo. «Questa avventura è nata per merito di mia madre Caterina – racconta Chiara Mocci –. Ha visto un annuncio per il casting e mi ha suggerito di provarci». Poi sono arrivati i complimenti di Paolo Sorrentino sin dalla prima prova e la scelta che l’ha portata nel cast. «Abbiamo iniziato le prove per le coreografie – racconta – e naturalmente per mesi abbiamo mantenuto il vincolo del silenzio come prevedeva il contratto. Con Paolo Sorrentino il rapporto è stato subito eccellente, è una persona affascinante che può sembrare severa mentre girovaga fra le scene e osserva. Però si capisce subito che sta elaborando concetti, che sta studiando ogni dettaglio che servirà per migliorare il film. Gira come un fantasma silenzioso, poi all’improvviso dice il suo “Ciak, si gira”». E poi ci sono i divi come Riccardo Scamarcio e Toni Servillo, «ma non ho avuto modo di parlare con loro. Ho avuto però modo di studiarli come persone. Sono molto riflessivi e non fanno le star, però sono super professionali e sempre carini anche con chi fa loro da supporto».
Spesso si inizia così. «Certo che sogno un futuro nel cinema, certo che sì. Lo sogno da sempre, ma non avevo mai pensato che potesse aprirsi una porta».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
