Diabetici, lunghe file per i piani terapeutici
di Simonetta Selloni
Cabras, alcuni pazienti hanno finito l’insulina e saranno visitati il mese prossimo Erano seguiti dalla Casa di cura Madonna del Rimedio, non abilitata
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CABRAS. «Le medicine sono finite, abbiamo provato a prenotare una visita per ottenere un nuovo piano terapeutico dal Servizio diabetologico della Assl, secondo le indicazioni che ci erano state fornite, ma è accaduto quello che temevamo: ci hanno detto che per il mese di giugno non c’era posto per una visita, e che se ne sarebbe riparlato a luglio. Ci hanno poi detto che potevamo chiedere alla Casa di cura una terapia alternativa». Virgilio Camedda è di Cabras, sua moglie è una diabetica fino a qualche tempo fa seguita, per il piano terapeutico, dalla Diabetologia della Casa di cura Madonna del Rimedio. Poi, un mese fa, il patatrac: si è scoperto che la Casa di cura non era abilitata dalla Regione a redigere i piani terapeutici per le cure di nuova generazione, e che solo la Assl avrebbe potuto farlo. Il risultato è stato che oltre cinquecento diabetici – ma il numero è approssimato per difetto – si sono trovati senza piano terapeutico. La Assl, per andare incontro ai pazienti dall’oggi al domani senza piano terapeutico, ha deciso di attivare un ambulatorio dedicato in via esclusiva alla predisposizione dei piani terapeutici che riguardano soprattutto i farmaci di nuova generazione: una prerogativa che la Regione ha posto in capo esclusivamente alle strutture pubbliche. Ma questo ambulatorio sembra difficilmente raggiungibile. «Ho telefonato da subito, dal 5 giugno, data di attivazione del numero dell’ambulatorio. Sono riuscito a prendere la linea soltanto due giorni fa», sottolinea Camedda. E il risultato è stato deludente. «Oltre al fatto che ci hanno detto che non avrebbero visitato mia moglie prima di luglio, ci hanno suggerito di rivolgerci alla Casa di cura. Ma come, prima ci dicono che quel piano non può essere fatto da loro, e poi ci chiedono di andare a farci fare le ricette, per una cura alternativa, alla Casa di cura?». Le perplessità di Virgilio Camedda sono le stesse di un altro gruppo di persone di Cabras. «Siamo almeno in nove, ci hanno sempre seguito alla Casa di cura ma ora, nonostante ci si sia mossi per tempo provando a contattare la Assl, rischiamo di trovarci senza medicine. Non capiamo l’obiettivo», sottolinea Camedda. Che aggiunge: «Una cosa è certa, mia moglie e i pazienti diabetici, seguiti da sempre e con competenza dalla Casa di cura, hanno diritto a ricevere le terapie di cui hanno bisogno. Se non dovessimo avere le risposte che chiediamo, siamo pronti a presentare un esposto alla procura della Repubblica». Intanto, dall Assl continuano gli accertamenti sulle anomalie delle prescrizioni di alcuni farmaci: quantità eccessive di insulina prescritte ad alcuni pazienti, sempre sulla base degli stessi piani terapeutici emessi dalla Casa di cura.
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