Turismo e agroalimentare Le strategie di Confapi

Oristano, seminario per aziende con l’obiettivo di trovare attrattori per visitatori Nella provincia i tempi di permanenza inferiori alla media: puntare sui prodotti

ORISTANO. Fare rete per attrarre i turisti e potenziarne le presenze. È l'obiettivo degli operatori del settore agroalimentare, emerso nell'incontro “Agroalimentare e turismo in Sardegna, le buone prassi”, organizzato da Confapi. A fornire dati ed elencare le opportunità occupazionali legate ad un settore in crescita, il delegato al turismo di Confapi, Martino di Martino. Un evento interessante e di richiamo per le aziende associate alla Confederazione, che però ha registrato un flop di presenze. Dei 30 associati del settore agroalimentare di Oristano e provincia, solo quattro hanno partecipato. «Vogliamo creare una collaborazione tra aziende per attirare a noi i turisti – ha detto Di Martino –, grazie alle nostre potenzialità. Puntare sulle passioni che muovono le persone a visitare un luogo». E i numeri parlano chiaro: secondo Coldiretti la spesa del turista in Sardegna, solo per il cibo, nel 2016 è stata di 93 milioni di euro, 360mila le presenze in Sardegna per il turismo interno, dove per presenze si intende il numero di notti trascorse in albergo. Ma a fronte di questi dati incoraggianti che parlano di un'isola mèta di vacanzieri amanti del bel mare e della buona cucina, ad Oristano la presenza del turista rimane molto bassa. «Tre giorni rispetto ai 4/5 del resto dell'isola – prosegue di Martino – principalmente per la scarsità di strutture ricettive». Turismo mordi e fuggi dunque? «Ciò che è certo è che i nostri prodotti sono molto apprezzati e dobbiamo valorizzarli cosi come hanno fatto in Trentino – spiega –, dove con uno spot hanno racchiuso sapori e colori di quella terra. Vogliamo andare oltre il numero di presenze richiamate dal passaparola locale». Una esigenza che deve vedere un incontro tra domanda ed offerta alla luce di un nuovo modello di turismo che ha totalmente soppiantato quello degli anni 80, dove i viaggi erano affidati ai tour operator che con i “pacchetti” indirizzavo il turista ai luoghi da visitare. «Ma oggi – ha spiegato Di Martino –, il ruolo dell'agente di viaggio non conta più, sta per essere totalmente dismesso anche da noi. Grazie alle possibilità che offre internet, oggi il turista è più libero e sceglie di andare dove vuole a seconda delle proprie passioni. Certamente da noi il cibo, oltre al mare, è il volano, quindi occorre puntare sempre di più su questo». Concentrarsi sull'accoglienza accarezzando il gusto, infatti, sembra essere l'arma vincente dell'azienda vinicola Contini di Cabras. «Dagli anni ’90 abbiamo dovuto rivedere l'impostazione della nostra azienda – ha detto un rappresentante durante l'incontro – e ogni anno accogliamo gruppi di visitatori stranieri sempre più numerosi». Puntare sulla tipicità dei prodotti sardi dunque resta la prerogativa acchiappa turista. «Passando dalla produzione di riso a quella di bottarga – ha detto Cesello Putzu – abbiamo avuto una notevole apertura a nuovi mercati, affermando quello che è un prodotto tipicamente sardo, grazie anche alla collaborazione stretta lo scorso anno con l'aeroporto di Olbia».

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