Cumbessia, il restauro è concluso

La casa del Rimedio ospiterà i familiari dei malati del Santa Maria Bambina. Il Soroptimist in festa

ORISTANO. Venticinque anni di servizio alla comunità festeggiati con l'inaugurazione della cumbessia del Rimedio, la vecchia casetta in mattoni crudi che un tempo ospitava i pellegrini che giungevano al santuario per omaggiare la Vergine. Non poteva esserci compleanno migliore per le Soroptimist di Oristano, associazione, tutta al femminile, guidata da Gianna Meconcelli che ieri mattina ha tagliato il nastro della piccola casa di accoglienza del Rimedio, insieme al prefetto Giuseppe Guetta, e all’arcivescovo, monsignor Ignazio Sanna.

La struttura di proprietà della Curia arcivescovile arborense fu edificata in terra cruda come si faceva una volta e ricavata. Fa parte del più ampio complesso del novenario ed è stata restaurata con 43mila euro di raccolta fondi portata avanti direttamente dal Soroptimist e 100mila euro finanziati dalla Fondazione di Sardegna.

All’inaugurazione della prima cumbessia, che darà accoglienza, con un piccolo contributo simbolico, ai familiari delle persone ricoverate non solo presso la vicina struttura del Santa Maria Bambina o anche in tutti le strutture sanitarie dell’Oristanese, erano presenti anche il vice sindaco, Massimiliano Sanna, l’assessora Stefania Zedda, la presidente nazionale delle Soroptimist, Patrizia Salmoiraghi, il presidente del Lions cittadino, Massimiliano De Seneen, molte socie e tanti cittadini incuriositi o che hanno sostenuto e apprezzato sin dal primo momento l’iniziativa partita tre anni fa.

Oltrepassata la minuta porticina azzurra dell’ingresso, l’interno della casa accoglienza è ancora tutto da arredare: le tre stanze, dove troveranno collocazione sei posti letto, hanno ciascuna un bagno privato, mentre la cucina, la sala pranzo e il salotto saranno in comune. Il progetto del restauro, nato nel 2014 sotto la presidenza di Paola Meconcelli, è stato coordinato dall’architetto Rossella Sanna che è componente del Club. Il primo periodo è trascorso con la raccolta fondi promossa attraverso donazioni volontarie e varie iniziative mirate. I lavori sono iniziati a settembre dello scorso anno e in meno di nove mesi, un restauro fedele ha restituito la struttura alla comunità. Per l’accoglienza nella cumbessia si dovrà comunque attendere per lo meno settembre perché bisogna prima redigere il regolamento per la gestione, che sarà affidata a un soggetto esterno e costituire un comitato di vigilanza, dove certamente ci sarà anche una socia del Soroptimist. Il club infatti, insieme alla Curia, attraverso un atto pubblico con un vincolo di 25 anni, ha destinato la cumbessia a struttura di accoglienza.

È un progetto che potrebbe molto presto fare il bis, come sottolinea la presidentessa Gianna Meconcelli: «La volontà è quella di restaurare anche la cumbessia accanto. Da parte della Fondazione di Sardegna, durante un incontro pubblico, abbiamo ricevuto la disponibilità a sostenerci nuovamente. Il Club ha tutte le carte pronte per procedere. È una casa accoglienza frutto di piccoli passi compiuti da tutte noi e condiviso con la comunità, attraverso la raccolta fondi».

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