Per il canale pulizie fino ad agosto
di Alessandro Farina
Bosa, l’opera di via Lamarmora danneggiata dall’acqua nel nubifragio di maggio
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BOSA. Sono previsti sino a fine agosto i lavori che permetteranno di asportare i detriti che si sono depositati all’interno del canale tombato di via Lamarmora. Questa una delle opere di messa in sicurezza della struttura, a cielo aperto fino agli anni sessanta, che attraversa da nord a sud la città del Temo. Permettendo che le acque dei ruscelli Su Codulanu e S’Aladerru raggiugano, dalle pendici delle colline attorno all’area urbana sul versante a nord est, il fiume. Il cinque maggio scorso un nubifragio che si era abbattuto sul territorio aveva creato non pochi danni, considerato che le acque avevano invaso i piani bassi di case ed esercizi nella zona centrale di Bosa ed in un tratto del Corso e del Lungotemo. La forza della corrente poi aveva messo a dura prova il canale tombato, con danni nella parte iniziale della struttura per i quali è già pronto un progetto di intervento. Adesso intanto si procederà alla pulizia dei detriti che si sono depositati nel tempo all’interno del canale che scorre sotto via Lamarmora. Nelle fasi dei lavori di asportazione, che inizieranno a breve e sono previsti fino al prossimo 31 agosto, dalle 8 del mattino alle 18 della sera nei tratti della via in cui opererà l’impresa sarà vigente il divieto di sosta per i veicoli. Questo per consentire il regolare svolgimento dei lavori e garantire l’incolumità delle persone, cercando di limitare al massimo i disagi per la cittadinanza, spiega l’ordinanza firmata dalla comandante dei vigili urbani Filomena Solinas. Nella via viene comunque sempre garantito sia il transito dei veicoli che il sicuro passaggio dei pedoni e l’accesso alle abitazioni dei residenti. Non si ha ancora notizia invece, dopo la nomina da parte della giunta regionale di un commissario ad acta per l’approvazione del progetto preliminare, del futuro dell’opera che prevede la costruzione di un nuovo canale, con sbocco a monte del ponte in trachite, che dovrebbe drenare buona parte delle acque del rio S’Aladerru, alleggerendo quindi la struttura del tombato di via Lamarmora in caso di copiose piogge. Questa la soluzione individuata anni fa, sulla scorta di precedenti esondazioni, la prima nel 1986 seguita da altri due allagamenti nel 2004, dai tecnici per evitare ulteriori possibili problemi al canale tombato di via Lamarmora.
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