La Nuova Sardegna

Oristano

Assistenti sociali, protesta contro la burocrazia

di Eleonora Caddeo
Assistenti sociali, protesta contro la burocrazia

Oltre 300 firme in viaggio verso la Regione: troppi ostacoli per il servizio verso cittadini in difficoltà

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ORISTANO. Trecentododici firme per dire basta alla situazione in cui versano gli uffici dei servizi sociali comunali. Attraverso una lettera, sottoscritta in questi giorni da tantissimi assistenti sociali, lunedì è partita ufficialmente la protesta: un grido di aiuto indirizzato al governatore della Sardegna Francesco Pigliaru, all'assessore alla Sanità, Luigi Arru, e, tra gli altri, all'Anci regionale e al sindacato. A sottoscrivere il documento, anche tanti professionisti operanti nelle aziende sanitarie, dipendenti pubblici e privati, e liberi professionisti. La lettera, sette pagine in cui vengono riassunte le difficoltà quotidiane di assistenti sociali e operatori del servizio nei Comuni, spazia a tutto tondo sulla situazione degli uffici servizi sociali comunali, linea di trincea tra il burocratismo degli atti regionali e statali, e l'essenzialità delle richieste di aiuto dei cittadini più deboli. Nel mezzo, a fare da cuscinetto, ci sono gli enti locali, e gli uffici comunali imbrigliati in tempistiche e burocrazia che non stanno al passo delle necessità della società. «È con profondo rammarico - si legge nella lettera - che rileviamo la totale assenza di una presa d'atto da parte della Ras delle condizioni di lavoro, ormai insostenibili, in cui versano gli operatori sociali dei Comuni». Una mole di lavoro sempre più imponente, quale conseguenza di una delega generalizzata di funzioni da parte dell'assessorato regionale. Procedimenti, scadenze, monitoraggi e rendiconti, tra le quali si perde di vista l'utente che - sottolinea la lettera - deve restare una persona, non una prestazione. Anche la situazione di lavoro nelle amministrazioni comunali, che subiscono quanto gli operatori burocrazia e tempistiche regionali e statali, non sembra essere più facile. Un marasma operativo che dovrebbe lasciare il tempo per la gestione della casistica territoriale a ciascun assistente sociale, spesso è solo ad occuparsi di tutto, senza nemmeno l'ausilio di un amministrativo dedicato.

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