Daspo a un calciatore della Narboliese
Avrebbe colpito un dirigente della Sanverese. La squadra: faremo ricorso
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ORISTANO. Il fair play non abita sempre nei campi di calcio, nemmeno nelle serie minori dove in gioco dovrebbe esserci null’altro se non il sano divertimento. Ed è così che un calciatore della Narboliese ha rimediato un Daspo di due anni, con divieto di mettere piede in qualunque campo di calcio non solo isolano, ma nazionale e degli Stati membri dell'Unione europea. Tanto gli è costata, l'aggressione ad un dirigente della squadra avversaria, a margine della partita di Seconda categoria tra la Polisportiva Sanverese e la Polisportiva Narboliese.
La partita risale al 25 marzo scorso, e l'aggressione aveva provocato al dirigente lesioni giudicate guaribili in oltre 30 giorni di cure. Il provvedimento è stato assunto dal questore di Oristano Ferdinando Rossi.
I fatti però hanno una lettura diversa da quanto il Daspo del questore lascerebbe intendere. La partita si era conclusa con la vittoria della Narboliese, sul campo di San Vero, per 3 a 1. Una marcia trionfale che ha portato la Narboliese a vincere il campionato e a salire in Prima categoria. Secondo il presidente della Narboliese, Efisio Cocco, «Non c’è stata da parte nostra alcuna aggressione, possiamo anzi dire il contrario». La tesi della Narboliese è che il giocatore, un giovane difensore, non abbia fatto altro che difendersi. «Siamo stati aggrediti, è un fatto molto grave, ma siamo già pronti a presentare ricorso contro un provvedimento che non rispecchia affatto quello che è successo sul campo alla fine della partita», dice ancora il presidente.
In sostanza, al termine della gara il parapiglia poi culminato nel pugno inferto al dirigente sanverese sarebbe stato provocato non dagli ospiti ma dai locali. «Documenteremo tutto, abbiamo le fotografie. E l’arbitro non ha affatto squalificato il nostro giocatore». Per ora, c’è il Daspo. Ma la Narboliese non ci sta a fare la figura dell’antisportiva. (simonetta selloni)
La partita risale al 25 marzo scorso, e l'aggressione aveva provocato al dirigente lesioni giudicate guaribili in oltre 30 giorni di cure. Il provvedimento è stato assunto dal questore di Oristano Ferdinando Rossi.
I fatti però hanno una lettura diversa da quanto il Daspo del questore lascerebbe intendere. La partita si era conclusa con la vittoria della Narboliese, sul campo di San Vero, per 3 a 1. Una marcia trionfale che ha portato la Narboliese a vincere il campionato e a salire in Prima categoria. Secondo il presidente della Narboliese, Efisio Cocco, «Non c’è stata da parte nostra alcuna aggressione, possiamo anzi dire il contrario». La tesi della Narboliese è che il giocatore, un giovane difensore, non abbia fatto altro che difendersi. «Siamo stati aggrediti, è un fatto molto grave, ma siamo già pronti a presentare ricorso contro un provvedimento che non rispecchia affatto quello che è successo sul campo alla fine della partita», dice ancora il presidente.
In sostanza, al termine della gara il parapiglia poi culminato nel pugno inferto al dirigente sanverese sarebbe stato provocato non dagli ospiti ma dai locali. «Documenteremo tutto, abbiamo le fotografie. E l’arbitro non ha affatto squalificato il nostro giocatore». Per ora, c’è il Daspo. Ma la Narboliese non ci sta a fare la figura dell’antisportiva. (simonetta selloni)
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