I veterinari al fianco dei dipendenti dell’agenzia Aras

ORISTANO. L’Ordine dei Veterinari della provincia si schiera a fianco dei colleghi che operano nel settore dell’assistenza tecnica dell’Aras, un ente privato sovvenzionato dalla Regione, da quattro...

ORISTANO. L’Ordine dei Veterinari della provincia si schiera a fianco dei colleghi che operano nel settore dell’assistenza tecnica dell’Aras, un ente privato sovvenzionato dalla Regione, da quattro mesi senza stipendio e senza i rimborsi spese loro spettanti. Una situazione che, nonostante le difficoltà in cui versano, non ha impedito a veterinari, agronomi e personale amministrativo, di continuare a prestare con grande professionalità la propria opera in favore delle aziende beneficiarie della misura 14, riguardante il benessere animale.

Sul tavolo c’è la richiesta da parte di quel personale, poco meno di trecento in Sardegna e una cinquantina, tra il personale che opera sul campo e quello del laboratorio analisi, nella provincia di Oristano, di essere inquadrato con concorso pubblico, all’interno dell’Agenzia Regionale Laore, come prevede la legge regionale del 2009.

Prima che si possa ottemperare al dettato di quella legge, la Regione attende il pronunciamento del ministero dell’Economia. Intanto però il tempo passa e per i professionisti la soluzione sembra allontanarsi. «Abbiamo partecipato agli incontri di Nuraxinieddu e Cagliari con l’ex Direttore Aras Marino Contu e l’assessore all’Agricoltura Pierluigi Caria – scrivono i veterinari – e abbiamo sostenuto i colleghi che si trovano nell’ingiusta situazione di pagare colpe non loro, col rischio di essere licenziati. Sarebbe da irresponsabili mettere alla porta professionisti che, col lavoro svolto sul campo negli ultimi tre decenni, hanno permesso alle aziende di raggiungere livelli qualitativi e igienici che mettono le nostre produzioni all’avanguardia». L’agitazione del personale in questione si è tradotta in uno sciopero e nella costituzione di un presidio permanente sotto il palazzo della Regione. «Se la situazione non si sblocca – concludono – a subirne le ricadute negative sarebbe il settore zootecnico, sia sul piano delle produzioni che su quello dei sussidi. Pertanto sollecitiamo chi di competenza, a superare nel più breve tempo possibile tutte le problematiche che sono alla base del naufragio dell’assistenza tecnica in Sardegna, al fine di garantire l’organico per l’ottimale livello di assistenza previsto dai regolamenti comunitari».

Piero Marongiu

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