Sartiglia, il perito trova il Dna dei cavalieri

Estratto dai campioni di urina dell’antidoping. Ora la comparazione con quello degli indagati

ORISTANO. C’è e si vede. Il perito nominato qualche giorno addietro dal tribunale ha già trovato quel che cercava. Le tracce di DNA sono perfettamente individuabili nei campioni di urine messi a disposizione dalla Nado e da esse potrà ricostruito il profilo genetico dei cavalieri della Sartiglia che si sono sottoposti al controllo antidoping durante la scorsa travagliata edizione della giostra. Prima di avere il responso definitivo dell’incidente probatorio, che sarà anche una pietra miliare per il procedimento in corso per sostituzione di persona che vede indagati i cavalieri Marco e Roberto Pau, Daniele Ferrari, Gianluca Russo, Giuseppe Frau, Paolo Rosas e Giuseppe Catapano, passerà altro tempo e altre azioni dovranno essere messe in pratica.

Ora il perito Carmelo Di Fede, carabiniere del Ris di Cagliari, convocherà gli indagati per ricavare da ciascuno di loro il profilo genetico. A quel punto eseguirà la comparazione e si potrà finalmente stabilire l’identità di coloro che si sottoposero al test antidoping. Secondo la procura, per evitare imbarazzanti positività che avrebbero palesato l’uso di sostanze stimolanti vietate o di droghe, alcuni cavalieri si sarebbero fatti sostituire da altri che avrebbero dichiarato identità fasulle di fronte ai responsabili della Nado chiamati a effettuare i prelievi dall’ex questore Giovanni Aliquò.

Il tutto sarebbe stato orchestrato anche con il sostegno del presidente dell’Associazione cavalieri Sa Sartiglia, Francesco Castagna, e del componente del consiglio direttivo della Fondazione Sa Sartiglia, Marzio Schintu. A loro gli addetti della Nado avrebbero affidato il compito di individuare e condurre nel gabbiotto per gli esami antidoping alcuni cavalieri indicati proprio dal questore, ma nella postazione antidoping ne sarebbero arrivati altri che sapevano di essere puliti. (e.carta.)

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