Protesta davanti al carcere senza autorizzazione
In gruppo a Massama per sostenere un detenuto anarchico. Intervento della Digos di Oristano
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ORISTANO. Manifestavano vicino al carcere di Massama a sostegno di un recluso, senza però avere l’autorizzazione per la protesta. L’episodio risale a mercoledì pomeriggio, quando una consistente quota delle forze dell’ordine era impegnata negli sviluppi della vicenda del giovane scomparso a Macomer.
Vicino alla casa di reclusione si sono trovati una quindicina di sostenitori di un detenuto riconducibile a dei gruppi anarchici. Hanno messo in atto una protesta, e la loro presenza, è stata notata da molte persone.
Il gruppo però non aveva chiesto le autorizzazioni prescritte: la legge prevede che una riunione in luogo pubblico debba necessariamente passare per un preavviso di almeno tre giorni al questore, che è il responsabile dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Un passaggio “saltato” dai manifestanti, così come altre incombenze burocratiche ma comunque requisito per ottenere l’autorizzazione e potersi dunque radunare.
A Massama, è arrivata anche la polizia, e in particolare la Digos, che ha identificato i partecipanti.
In qualche caso l’identificazione non è stata possibile ed è proseguita nella giornata di ieri.
Nei prossimi giorni, la posizione delle persone identificate sarà passata al vaglio per verificare le misure da adottare eventualmente. I manifestanti non autorizzati rischiano una denuncia, e una multa salata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Vicino alla casa di reclusione si sono trovati una quindicina di sostenitori di un detenuto riconducibile a dei gruppi anarchici. Hanno messo in atto una protesta, e la loro presenza, è stata notata da molte persone.
Il gruppo però non aveva chiesto le autorizzazioni prescritte: la legge prevede che una riunione in luogo pubblico debba necessariamente passare per un preavviso di almeno tre giorni al questore, che è il responsabile dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Un passaggio “saltato” dai manifestanti, così come altre incombenze burocratiche ma comunque requisito per ottenere l’autorizzazione e potersi dunque radunare.
A Massama, è arrivata anche la polizia, e in particolare la Digos, che ha identificato i partecipanti.
In qualche caso l’identificazione non è stata possibile ed è proseguita nella giornata di ieri.
Nei prossimi giorni, la posizione delle persone identificate sarà passata al vaglio per verificare le misure da adottare eventualmente. I manifestanti non autorizzati rischiano una denuncia, e una multa salata.
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