La Nuova Sardegna

Oristano

Cormorani in laguna nuove proposte dalle coop di pesca

di Michela Cuccu

Prelievo controllato di uova dai nidi e reti sugli stagni Federcoopesca alla Regione: «Intervenite subito» 

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CABRAS. «Non saranno gli abbattimenti a risolvere il problema dei cormorani»: le parole Raffaele Manca, numero uno di Federcoopesca hanno il senso di una vera e propria rivoluzione culturale che vede, per la prima volta i pescatori dell’Oristanese, dopo 25 anni, cambiare politica sul sistema di contenimento dei grandi uccelli migratori che, durante l’inverno, fanno man bassa dei pesci delle lagune.

Pescatori non soltanto contrari ma anche capaci di proporre un piano alternativo alle contestatissime – e non solo da parte del mondo ambientalista – dell’attività delle doppiette in laguna. «La Regione conosce da almeno un anno la nostra idea di gestione del problema – dice Manca – un anno fa ne parlammo in un incontro con gli assessori all’Ambiente Pani e all’Agricoltura, Caria. Ci dissero che ne avrebbero discusso con il resto della Giunta, ma da allora, non ne abbiamo più saputo nulla». Il progetto propone di agire su due fronti: uno internazionale, con un accordo fra i Paesi europei dove più forte è la presenza dei migranti ittiofagi (Italia, Spagna, Francia e Germania) per un piano di contenimento dei cormorani, autorizzando il prelievo delle uova dai nidi che venne vietato con la legge 157 del 1992, per tutelare le specie ornitologiche dall’estinzione. «Quello che chiediamo è un prelievo controllato, con la presenza attiva delle associazioni ambientaliste con le quali non ci interessa lo scontro ma il dialogo», precisa Manca «Sicuramente, una forma di contenimento delle riproduzioni è molto meno cruenta degli abbattimenti che non ci hanno mai appassionato». Contemporaneamente, Federcoopesca chiede che la Regione, finanzi l’installazione di un sistema di reti amovibili (da sistemare nei soli mesi di presenza dei migratori) che impediscano ai cormorani la pesca negli stagni. Opere che secondo Manca, comporterebbero un investimento di quasi 8 milioni di euro «Che rappresentano la stima del danno provocato annualmente dai cormorani negli stagni, certo ben diverso dalle cifre decisamente insufficienti che vengono assegnati con gli indennizzi quest’anno la cifra è di un milione di euro, anche se è da due anni che i pescatori non ricevono un centesimo. Ai pescatori non servono gli indennizzi, che non ripagano i danni, quello che chiedono è di poter lavorare». Federcoopesca chiede che i fondi per attrezzare del sistema di dissuasori siano assegnati ai pescatori ma ha anche tenuto conto che un’operazione di questo tipo potrebbe essere bloccata dalle normative europee sugli aiuti alle imprese, considerandoli invece come opere di infrastrutturazione delle lagune. «Interventi di questo tipo potrebbero permettere ai pescatori di fare impresa ed aver garanzia di produzione che invece, durante i mesi di presenza dei cormorani, ha un calo anche dell’80 per cento «Situazione che non solo ci impedisce di fare contratti con i grossisti ma soprattutto, blocca la crescita delle imprese che non possono creare nuova occupazione». Un’ultimo passaggio Raffaele Manca lo riserva per replicare alle critiche, contenute nel Progetto regionale di sviluppo integrato della pesca. «Non è affatto vero che il nostro settore soffra di scarsa managerialità e professionalità».



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