Scava e trova due scheletri

Ex impresario stava facendo dei lavori nel suo terreno di campagna: sono di un uomo e una donna

SIAMANNA. Erano sotto mezzo metro di terra in una località chiamata Su Idili. Due tombe, improvvisate e riparate da un muretto a secco a poche centinaia di metri da una stradina di campagna che collega Siamanna alle colline del Grighine. I due scheletri ritrovati sabato pomeriggio nel terreno di un ex imprenditore edile di Siamanna fanno correre la mente ai tempi nerissimi dei sequestri di persona o ad altri fatti di cronaca dai contorni ancora fumosi. Secondo le prime verifiche sarebbero le ossa di una donna e di un uomo di giovane età.

Epifanio Loi stava sistemando con un escavatore il terreno vicino alla sua casa quando la benna ha portato alla luce un teschio. Allertati immediatamente i carabinieri della stazione di Villaurbana, ha continuato a scavare a mani nude, trovando, sotto pochi palmi di terra, il resto dei due scheletri perfettamente mantenuti. È il secondo ritrovamento nel giro di due settimane, dopo quello del 26 ottobre nel Supramonte di Orgosolo, dove un’escursionista segnalò il ritrovamento delle ossa di tre persone. Sui dettagli di questo nuovo ritrovamento a due passi dal paesino di ottocento abitanti, le conferme sono inevitabilmente poche e gli scenari che si aprono sono tantissimi.

A raccontare quegli attimi è lo stesso Epifano Loi: «Stavo sistemando il terreno quando ho visto emergere un primo teschio. Ho continuato a scavare la terra con le mani e c’erano due scheletri, adagiati paralleli uno accanto all’altro, apparentemente nudi». Due strutture ossee ben mantenute. «Dalle dimensioni della mascella e dai denti, tutti intatti a eccezione di un molare in un teschio – spiega Epifanio Loi – sembrerebbero quelli di un uomo e di una donna, il primo forse appena più giovane».

Anche la sepoltura, ricavata nel punto più alto della collinetta, non sarebbe casuale. «È in arenaria, ben fatta – racconta Epifanio Loi –. È in un punto dove l’acqua piovana scivola a valle senza creare umidità nel terreno, motivo per cui le ossa si sono anche cosi ben conservate». Secondo indiscrezioni i due scheletri sarebbero stati tumulati in quel terreno nello stesso momento, tra i trenta e i quaranta anni fa. Di chi sono quei corpi? Perché sono stati sepolti proprio lì? Il sindaco Franco Velio Melas non sa dare una risposta, ma dalle sue parole, si evince come lo scenario delle ipotesi possa essere vasto: «Quei terreni sono stati avamposto militare nella seconda guerra mondiale e com’è noto il Grighine è stato nei decenni passati una terra di transumanza e di collegamento verso il centro della Sardegna». Bisogna quindi risalire al secondo conflitto mondiale? O bisogna ricollegarsi a vicende di persone scomparse in circostanze ancora non chiarite? Le risposte potranno arrivare solo al termine delle indagini coordinate dal sostituto procuratore Marco De Crescenzo. Ieri mattina per quasi cinque ore, gli uomini del Comando provinciale dei carabinieri coordinati nelle ricerce dal capitano Francesco Giola, hanno espletato le procedure di catalogazione delle ossa per poi trasferirle al fine delle analisi scientifiche. L’analisi dei resti delle due persone è affidata la medico legale Roberto Demontis e da lì arriveranno le prime risposte in un mare di dubbi.

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