Luci e giochi pericolosi: la finanza li sequestra
di Alessandro Farina ; w
Bosa, le fiamme gialle tengono sotto controllo i negozi di giocattoli Merce con il marchio europeo contraffatto. Sanzioni per 25mila euro
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BOSA. La differenza fra un gioco, una luminaria o un petardo sicuri e certificati come tali, e stessa tipologia di merce magari meno costosa ma senza alcuna garanzia, passa alle volte dalla lunghezza di uno spazio tra le lettere di un marchio.
Maggiormente pronunciato quello negli articoli che finiscono sugli scaffali dell’Unione Europea, (è il marchio CE) rispetto ad altra merce con logo simile ma non identico. Sottigliezze per un non addetto ai lavori, che però fanno la differenza e non sfuggono ai militari della Brigata della Guardia di Finanza di stanza a Bosa Marina, guidati dal maresciallo Francesco Deriu.
Nei controlli effettuati in diversi esercizi del Marghine e della Planargia in questo periodo di feste le Fiamme Gialle infatti hanno sequestrato più di mille articoli ritenuti pericolosi e inflitto complessivamente 25mila euro di sanzioni a vari trasgressori. «Le ispezioni hanno fatto emergere merce importata che, riportando il contrassegno CE induceva in errore il consumatore, facendo ritenere fosse stata siglata con un marchio dell’Unione Europea», così nel verbale di infrazine. I prodotti a marchio europeo infatti garantiscono l’acquirente sulla conformità dell’apparecchiatura ai requisiti di sicurezza previsti dalle rigide norme comunitarie. «Su alcuni prodotti “Made in Cina,” che spesso mancano della garanzia di sicurezza europea, appare il marchio simile CE che però, a ben vedere, riporta una distanza minore tra le due lettere che lo compongono e che si riferisce all’acronimo China Export», spiegano dal comando provinciale della GdF di Nuoro. La questione oltre a giocattoli e addobbi natalizi riguarda anche i petardi, di cui spesso fanno uso i più piccoli, uno dei prodotti tenuti particolarmente sott’occhio non solo dalle forze dell’ordine in questo periodo.
Anche in questo campo i commercianti al dettaglio svolgono un ruolo fondamentale nella selezione di quanto esposto, a tutto vantaggio dei clienti. «I nostri prodotti sono tutti provenienti da ditte serie e di lunga esperienza. Inoltre consultiamo periodicamente un portale internet che ci avverte di prodotti che possono presentare qualche difetto, da ritirare dal mercato», spiega Rita Mocci di BolleBlu, che nel suo negozio di giocattoli che si affaccia sul Corso pratica in tema petardi una scelta etica.
«Da mamma, prima ancora che da commerciante è più di un decennio che non li vendo. Nulla in contrario, anche io a fine anno mi diverto. Ma credo che possiamo offrire ai più piccoli tante altre ottime alternative».
Anche Oscar Addis, nell’edicola cartolibreria all’angolo con via Efisio Cugia, tiene alta l'attenzione. «Sono sempre assolutamente scrupoloso sui temi della sicurezza. La selezione dei prodotti comunque parte già dai fornitori: i miei di merce assolutamente certificata, tanto più quando si tratta di giochi pirotecnici. Alcuni dei quali vendo solo agli adulti», spiega il commerciante.
Due esempi di professionalità, che per la verità ben si adattano a tanti altri esercizi della città del Temo e del territorio.
Maggiormente pronunciato quello negli articoli che finiscono sugli scaffali dell’Unione Europea, (è il marchio CE) rispetto ad altra merce con logo simile ma non identico. Sottigliezze per un non addetto ai lavori, che però fanno la differenza e non sfuggono ai militari della Brigata della Guardia di Finanza di stanza a Bosa Marina, guidati dal maresciallo Francesco Deriu.
Nei controlli effettuati in diversi esercizi del Marghine e della Planargia in questo periodo di feste le Fiamme Gialle infatti hanno sequestrato più di mille articoli ritenuti pericolosi e inflitto complessivamente 25mila euro di sanzioni a vari trasgressori. «Le ispezioni hanno fatto emergere merce importata che, riportando il contrassegno CE induceva in errore il consumatore, facendo ritenere fosse stata siglata con un marchio dell’Unione Europea», così nel verbale di infrazine. I prodotti a marchio europeo infatti garantiscono l’acquirente sulla conformità dell’apparecchiatura ai requisiti di sicurezza previsti dalle rigide norme comunitarie. «Su alcuni prodotti “Made in Cina,” che spesso mancano della garanzia di sicurezza europea, appare il marchio simile CE che però, a ben vedere, riporta una distanza minore tra le due lettere che lo compongono e che si riferisce all’acronimo China Export», spiegano dal comando provinciale della GdF di Nuoro. La questione oltre a giocattoli e addobbi natalizi riguarda anche i petardi, di cui spesso fanno uso i più piccoli, uno dei prodotti tenuti particolarmente sott’occhio non solo dalle forze dell’ordine in questo periodo.
Anche in questo campo i commercianti al dettaglio svolgono un ruolo fondamentale nella selezione di quanto esposto, a tutto vantaggio dei clienti. «I nostri prodotti sono tutti provenienti da ditte serie e di lunga esperienza. Inoltre consultiamo periodicamente un portale internet che ci avverte di prodotti che possono presentare qualche difetto, da ritirare dal mercato», spiega Rita Mocci di BolleBlu, che nel suo negozio di giocattoli che si affaccia sul Corso pratica in tema petardi una scelta etica.
«Da mamma, prima ancora che da commerciante è più di un decennio che non li vendo. Nulla in contrario, anche io a fine anno mi diverto. Ma credo che possiamo offrire ai più piccoli tante altre ottime alternative».
Anche Oscar Addis, nell’edicola cartolibreria all’angolo con via Efisio Cugia, tiene alta l'attenzione. «Sono sempre assolutamente scrupoloso sui temi della sicurezza. La selezione dei prodotti comunque parte già dai fornitori: i miei di merce assolutamente certificata, tanto più quando si tratta di giochi pirotecnici. Alcuni dei quali vendo solo agli adulti», spiega il commerciante.
Due esempi di professionalità, che per la verità ben si adattano a tanti altri esercizi della città del Temo e del territorio.
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