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Maltrattava moglie e figlio disabile, finisce sotto accusa

ORISTANO. Le colline della Marmilla, il paesaggio, la natura, la casa in campagna e l’inferno. Urla di dolore che si perdono per due anni nel silenzio delle mura domestiche trasformate in prigione...

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ORISTANO. Le colline della Marmilla, il paesaggio, la natura, la casa in campagna e l’inferno. Urla di dolore che si perdono per due anni nel silenzio delle mura domestiche trasformate in prigione dal marito oggi accusato di maltrattamenti in famiglia ai danni della moglie e del figlio disabile. La coppia, con il ragazzino affetto da una grave invalidità, si era trasferita nella casa in campagna costruita su un terreno di famiglia in un Comune della Marmilla. Il marito la lasciava al mattino presto e vi faceva rientro la sera. Mancava l’acqua, per un anno avevano vissuto senza luce e non disponevano del telefono. La vittima che ora è parte civile assistita dall’avvocato Roberto Martani ha testimoniato davanti al pubblico ministero Daniela Caddeo. Ha ripetuto in aula il suo racconto al giudice Elisa Marras che ha poi raccolto la deposizione di Francesca Marras, operatrice del Centro Antiviolenza Donna Eleonora. La difesa affidata all’avvocatessa Maria Giuseppa Scanu ha provato a individuare delle contraddizioni sia nel racconto della parte offesa sia nella testimonianza della psicologa. Il processo prosegue il 14 gennaio.

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