La Nuova Sardegna

Oristano

Lutzu: «Avremmo dovuto fare di più»

di Roberto Petretto
Lutzu: «Avremmo dovuto fare di più»

Il sindaco fa autocritica, ma espone anche una serie di risultati. «Atteggiamento più disponibile e la gente lo percepisce»

4 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. È trascorso un anno e mezzo: di solito le amministrazioni comunali e in primo luogo i sindaci, dopo questo periodo cominciano ad avvertire i primi segi di logoramento. Andrea Lutzu, che dall’estate del 2017 guida la coalizione di centro destra, ritiene di essere per ora immune da questo logoramento: «Sento che la gente percepisce un cambiamento e apprezza la mia disponibilità».

Una percezione che nasce dai contatti quotidiani e diretti con i cittadini e da quelli filtrati attraverso Facebook. Eppure... c’è qualche “ma”.

Sindaco Lutzu, stato di salute della coalizione?

«Diciamo buono, ma si può fare molto di più. Sono molto critico. Bisogna cercare di fare molto meglio, pensando a quello che dobbiamo fare . Dopo un anno e mezzo mi sarei aspettato di più, anche da me stesso».

Dall’esterno si vede un sindaco impegnato in prima persona su tanti fronti e una Giunta che a volte non tiene il passo. È d’accordo?

«Sono contento della Giunta, ma non bisogna dimenticarsi che abbiamo sostituito tre assessori. Uno per motivi di salute, altri due per questioni politiche, che ci stanno anche se si trattava di persone validissime. Ora abbiamo una Giunta nuova. Certo, si può avere di più, ma anche se potessi nominare una giunta di persone super capaci, dovrei comunque badare anche ad altro: al rapporto con dirigenti, dipendenti, consiglieri, agli equilibri politici. Nella Giunta Nonnis c’erano pezzi da 90, ma sono poi quelli che hanno creato i problemi».

Sulla “Nuova” abbiamo parlato del soggetto unico per la gestione dei beni culturali e della riforma regionale che potrebbe rendere vana la vostra scelta. Come intendete andare avanti?

«Noi abbiamo approvato una delibera che dà all’amministrazione l’indirizzo di portare avanti il progetto del gestore unico. Certo, è un’idea che va dettagliata, però il percorso è intrapreso. C’è stato un accordo sofferto e in assenza di fatti nuovi, che per ora non vedo, si va avanti».

Sinora avete gestito un po’ di cose ereditate dalla vecchia Giunta...

«Mi sorprende questo rilievo. Se portare avanti le cose degli altri è fare una fierissima e coraggiosissima opposizione al termodinamico, se portare avanti il Piano urbano della mobilità che la precedente amministrazione non ha avuto la forza di approvare, non so che dire. Potrei citare Centr o di documentazione della ceramica, Oristano servizi, dove abbiamo avuto il coraggio di sostituire l’amministratore unico perché le cose non funzionavano. Alcune critiche me le prendo: la circonvallazione non sono riuscito a cambiarla, ma c’erano degli atti di Consiglio».

Quindi conferma la percezione positiva di cui parlavamo all’inizio?

«Credo che l’atteggiamento nei confronti del Consiglio e della città sia diverso. E poi non dimenticatevi della programmazione territoriale, dalla quale eravamo completamente fuori. Se tutto andrà bene, prima delle Regionali firmeremo un accordo di programma dove Oristano prenderà 9 milioni di euro. E affiancheremo i Comuni con cui abbiamo sempre avuto problemi di campanilismo».

Rivendica per la città un ruolo guida nel territorio?

«Sì, ma non un ruolo guida egemone. È un ruolo guida costruttivo. Ora Oristano ha un diverso rapporto con i Comuni vicini, nella sanità nello sport. Quando sono andato in commissione regionale sport mi hanno detto: finalmente vediamo il sindaco di Oristano».

Quindi è vero che il sindaco che corre per tutti, coprendo anche qualche lacuna della Giunta?

«Sto dedicando tutte le mie energie a questo impegno. Qualche momento in più per organizzare le cose ci vorrebbe».

In questi giorni c’è l’emergenza acqua potabile. Cosa state facendo?

«È una sofferenza. Dopo la feste ci incontreremo con i vertici di Abbanoa per tentare di trovare una soluzione. Che dal punto vista tecnico si conosce già: nuova condotte che ci colleghino con l’attuale potabilizzatore di Silì. Quando ci sono situazioni di torbidità ci si collega lì e il problema non c’è. È una situazione inaccettabile».

Dal mondo dei social, che lei affronta in modo diverso dai sui predecessori, a volte arrivano critiche feroci. Come le vive?

«Con il mio carattere. Quando mi hanno detto che mi avrebbero impiccato, ho contattato gli autori del messaggio in privato. Ne è nato un chiarimento. La gente spesso è disperata e trova nel sindaco un capro espiatorio. Se ci si parla, però, a volte arriva un invito per un caffè, per un pranzo, spesso arrivano delle scuse. Ma è una fatica immensa».

Alcune cose concrete: a che punto è il contenzioso con Abbanoa?

«Sta andando avanti con i legali. Nella causa ci hanno riconosciuto una cifra inferiore a quella che chiedevamo, ma ci sono altri aspetti da vedere».

Quello sui derivati?

«Anche qui: la cosa sta andando avanti. Ma non ci sono novità. Come non ce ne sono per il mercato civico. Stiamo chiudendo il collaudo, poi bandiremo il nuovo appalto».

Oggi il Sole 24 ore parla di una possibilità, data alla legge finanziaria ai Comuni, di aumentare l’Imu...

«Noi non abbiamo aumentato la pressione fiscale e non lo faremo. Prima di aumentare l’Imu me ne vado a casa. L’unica cosa a cui abbiamo pensato è la tassa di soggiorno. E ne stiamo discutendo con gli operatori».

Su Oristano est aveva molte perplessità. Ha cambiato idea?

«Abbiamo fatto alcuni correttivi, in più, con la programmazione territoriale, abbiamo un’opportunità molto bella: la Regione potrebbe finanziarci un centro sperimentale sull’agroalimentare nell’ex mattatoio o all’ente Risi e questo darebbe un significato maggiore al parco lineare e all’idea di Oristano est che è un po’ incompleta. E non possiamo neanche utilizzare i ribassi».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative