processo
Alunni divisi in bravi e somari, chiedono i danni all’insegnante
ORISTANO. Da una parte gli studenti bravi, che facevano regolarmente lezione, dall’altra gli “asini” che potevano anche non seguire «lasciati liberi di fare altro, anche salotto». Una classe a due...
2 MINUTI DI LETTURA
ORISTANO. Da una parte gli studenti bravi, che facevano regolarmente lezione, dall’altra gli “asini” che potevano anche non seguire «lasciati liberi di fare altro, anche salotto». Una classe a due velocità, è quella che ieri mattina, gli avvocati di parte civile Doriana Perra e Angelo Battista Marras, hanno rappresentato davanti alla giudice Elisa Marras al processo che si sta celebrando con rito abbreviato per un’insegnante accusata di aver ghettizzato parte di una classe.
Nell’udienza precedente, il pubblico ministero Daniela Caddeo, aveva concluso chiedendo la condanna a un mese per la docente. Richiesta alla quale si sono uniformati anche i legali di parte civile, che però hanno anche sollecitato il pagamento di 25mila euro quale risarcimento dei danni morali sia per un genitore degli alunni che per un’alunna che l’insegnante, al pari di altri allievi apostrofava con appellativi pesanti, come «ignorante», «analfabeta» o «bulla». Questo e altro sarebbe avvenuto nell’anno scolastico 2015- 2016, nella classe di una scuola di un paese dell'Alto Oristanese. Dopo l’intervento dei carabinieri a scuola, intervenuti per fermare una madre infuriata con l’insegnante, si scoprì la vicenda fatta anche di punizioni singolari, come costringere un allievo per un’intera lezione a star seduto sul banco con la faccia rivolta al muro. Un abuso dei metodi di correzione che, secondo l’avvocato Agostinangelo Marras difensore della docente, che nel frattempo ha ricevuto una censura ed è stata trasferita, non ci sarebbe stato. La difesa ha spiegato in sostanza che le reazioni dell’insegnante, erano il frutto del pessimo andamento degli alunni e di una situazione diventata ingestibile per via del loro comportamento inqualificabile, come quando una studentessa lanciò una bottiglietta contro la finestra. Il processo riprenderà il 25 novembre.
Michela Cuccu
Nell’udienza precedente, il pubblico ministero Daniela Caddeo, aveva concluso chiedendo la condanna a un mese per la docente. Richiesta alla quale si sono uniformati anche i legali di parte civile, che però hanno anche sollecitato il pagamento di 25mila euro quale risarcimento dei danni morali sia per un genitore degli alunni che per un’alunna che l’insegnante, al pari di altri allievi apostrofava con appellativi pesanti, come «ignorante», «analfabeta» o «bulla». Questo e altro sarebbe avvenuto nell’anno scolastico 2015- 2016, nella classe di una scuola di un paese dell'Alto Oristanese. Dopo l’intervento dei carabinieri a scuola, intervenuti per fermare una madre infuriata con l’insegnante, si scoprì la vicenda fatta anche di punizioni singolari, come costringere un allievo per un’intera lezione a star seduto sul banco con la faccia rivolta al muro. Un abuso dei metodi di correzione che, secondo l’avvocato Agostinangelo Marras difensore della docente, che nel frattempo ha ricevuto una censura ed è stata trasferita, non ci sarebbe stato. La difesa ha spiegato in sostanza che le reazioni dell’insegnante, erano il frutto del pessimo andamento degli alunni e di una situazione diventata ingestibile per via del loro comportamento inqualificabile, come quando una studentessa lanciò una bottiglietta contro la finestra. Il processo riprenderà il 25 novembre.
Michela Cuccu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google