trasporti
Merci, la Confapi all’attacco: «In balia delle compagnie»
ORISTANO. Le aziende di trasporto merci che effettuano trasporti da e per la Sardegna non sono messe in condizione di poter pianificare le loro attività, perché sono alla mercé delle compagnie di...
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ORISTANO. Le aziende di trasporto merci che effettuano trasporti da e per la Sardegna non sono messe in condizione di poter pianificare le loro attività, perché sono alla mercé delle compagnie di navigazione che, senza alcun preavviso, non consentono l’imbarco dei mezzi, pur in possesso di regolari documenti di viaggio e spesso con carichi deperibili, determinando gravi danni alle aziende e forti disagi per il personale viaggiante a cui spesso non viene assegnato il posto letto garantito per l’autista con evidenti ricadute sulla sicurezza. La denuncia arriva da Sergio Cutuli, vice presidente regionale della Confapi con delega ai trasporti. Da ottobre «sono state poi ridotte le corse e vengono utilizzate motonavi che hanno tempi di percorrenza più lunghi, con orari di imbarco e sbarco che non consentiranno di rispettare i tempi di consegna delle merci, con gravi conseguenze per le aziende in termini di aggravio di costi e immagine aziendale. L’obbligo per le navi, a partire da gennaio, di utilizzare combustibili per uso marino con bassi valori di zolfo per ridurre l’inquinamento atmosferico, potrebbe comportare un aumento delle tariffe di trasporto che ricadrebbero sulle imprese».
Manca, e non è una novità, una rete di trasporto marittimo che tenga conto delle esigenze delle aziende; non esiste, e anche questo è un vecchio problema, un sistema tariffario chiaro e trasparente. «Confapi Sardegna intende portare all’attenzione delle istituzioni la situazione insostenibile di un comparto strategico in grosse difficoltà» conclude Cutuli.
Manca, e non è una novità, una rete di trasporto marittimo che tenga conto delle esigenze delle aziende; non esiste, e anche questo è un vecchio problema, un sistema tariffario chiaro e trasparente. «Confapi Sardegna intende portare all’attenzione delle istituzioni la situazione insostenibile di un comparto strategico in grosse difficoltà» conclude Cutuli.
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