In Marmilla gli scavi diventano un film e l’archeologia è social

Il Gonnostramatza project ha visto impegnati i ricercatori universitari insieme ai ragazzi delle scuole in un lavoro d’équipe durato quattro anni

GONNOSTRAMATZA. I social entrano di autorità come divulgatori della ricerca archeologica. Si chiama “Gonnostramatza Project - ricerche archeologiche in Marmilla”, l’evento nato per ricostruire la vita nelle comunità della Marmilla tra la fine dell’età del Rame e del Bronzo e alla sua quarta edizione, punta sui social per fa conoscere i risultati del lavoro di ricognizione svolto da un team di studenti e archeologi dell’Università di Cagliari. Il punto di partenza è la Tomba di Bingia ’e monti, uno dei più importanti siti d’Europa. «Si tratta di un qualcosa di totalmente nuovo – spiega Riccardo Cicilloni, archeologo dell’Università di Cagliari e direttore scientifico dei lavori –. Non è un semplice censimento del territorio ma un field walking ovvero uno studio eseguito a tappeto attraverso tecniche sistematiche e statistiche per avere un quadro d’insieme della situazione archeologica della zona presa in esame. Abbiamo utilizzato sistemi scientifici avanzati per produrre delle pubblicazioni per riviste d’eccellenza».

Ma la novità e l’unicità del progetto sta nell’affiancare il progetto scientifico a quello della divulgazione. Secondo Marco Cabras, l’archeologo che coordina le operazioni sul campo, «la comunità deve essere sempre più informata e coinvolta nelle attività che facciamo. E se per far conoscere i nostri studi c’è bisogno dei social network. Ben vengano, li usiamo e li useremo, così come abbiamo già fatto». Basti pensare che anche YouTube è entrato a far parte del progetto attraverso il docufilm dal titolo “Gonnostramatza Project: the movie”, realizzato da Nicola Castangia. Un cortometraggio per raccontare, quanto avvenuto durante la campagna di ricerca archeologica.

Il documentario racconta nel dettaglio le fasi di ricerca, ma anche semplici momenti della vita del team. Insieme a questa modalità divulgativa social, con anche Facebook e Instagram in prima linea, sono state organizzate conferenze, mostre, laboratori didattici per i più piccoli, visite guidate ai siti: il tutto culminato nell’Archeofestival, che si tenutosi nei giorni scorsi.

Il Gonnostramatza Project nasce dalla collaborazione, iniziata dal 2016, tra l’amministrazione comunale e l’insegnamento di Preistoria e protostoria dell’università di Cagliari. Il territorio offre infatti numerosi e interessanti contesti archeologici, su tutti la tomba ipogeico megalitica di Bingia ’e monti col suo prezioso spaccato relativo al momento di passaggio tra l’età del rame e del bronzo. Di alto interesse scientifico, lo scavo della tomba ha restituito materiali di grande pregio, tra cui una preziosa torque in oro. Le ricerche, effettuate su autorizzazione della Soprintendenza archeologica, si sono articolate in quattro anni e hanno visto un collaudato team di allievi delle università di Cagliari, Bologna e Granada, al lavoro alla ricerca dei siti già segnalati a cui si è provveduto, però, a una nuova schedatura.

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