Centro storico abbandonato
di Davide Pinna
Due anni e mezzo fa l’approvazione del piano particolareggiato, da allora poco si è mosso
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ORISTANO. Le città sono come degli organismi viventi, in costante evoluzione, con flussi che le attraversano da parte a parte e danno così un senso agli spazi che le compongono.
Il centro storico di Oristano non è diverso, frutto di una stratificazione che si è svolta nell'arco di vari secoli, oggi è soggetto a mutamenti che si verificano in maniera un po' anarchica, senza una vera e propria progettualità. Un documento che regola queste dinamiche ci sarebbe anche, è il Piano Particolareggiato del Centro Storico, approvato a marzo 2017 dalla giunta Tendas.
Tuttavia, la sua applicazione è ancora ben lontana dall'essere effettiva: sia chiaro, ci vorrebbero molti soldi per farlo, perché spingere le dinamiche della vita cittadina in una certa direzione significa cambiare l'organizzazione degli spazi pubblici e quindi rifare le pavimentazioni, cambiare gli arredi urbani, rivedere la viabilità e i parcheggi, e tanti altri passaggi che non sono sicuramente a costo zero.
Il centro storico cittadino si divide fondamentalmente in due aree, quella a carattere residenziale del centro più profondo e quella che riveste un ruolo di spazio pubblico di aggregazione.
In entrambe, escluse le aree pedonali, c'è un traffico costante di veicoli che utilizzano il centro come scorciatoia per raggiungere i poli opposti della città: ci sarebbe una zona a traffico limitato, ma è come se non ci fosse, perché senza telecamere è praticamente impossibile verificare che i veicoli transitino solo negli orari di apertura.
C'è il problema, poi, delle pavimentazioni: il piano particolareggiato vorrebbe che in centro non ci fossero marciapiede, tutto sullo stesso piano stradale e quasi sempre con la pavimentazione in pietra e non in asfalto.
Non è così, spesso l'asfalto non è nemmeno in condizioni di ottima salute, per non parlare dei marciapiede sconnessi e pieni di buche, talvolta anche molto pericolose.
In qualche caso la creatività dei manutentori si è manifestata con interventi a dir poco fantasiosi: in piazza Eleonora, da anni ormai, dei tratti in cui era saltato l'acciottolato sono stati rimpiazzati con una colata di malta, poi lavorata con la cazzuola per ricordare la griglia dei sampietrini, l'effetto è imbarazzante. (1.continua)
Il centro storico di Oristano non è diverso, frutto di una stratificazione che si è svolta nell'arco di vari secoli, oggi è soggetto a mutamenti che si verificano in maniera un po' anarchica, senza una vera e propria progettualità. Un documento che regola queste dinamiche ci sarebbe anche, è il Piano Particolareggiato del Centro Storico, approvato a marzo 2017 dalla giunta Tendas.
Tuttavia, la sua applicazione è ancora ben lontana dall'essere effettiva: sia chiaro, ci vorrebbero molti soldi per farlo, perché spingere le dinamiche della vita cittadina in una certa direzione significa cambiare l'organizzazione degli spazi pubblici e quindi rifare le pavimentazioni, cambiare gli arredi urbani, rivedere la viabilità e i parcheggi, e tanti altri passaggi che non sono sicuramente a costo zero.
Il centro storico cittadino si divide fondamentalmente in due aree, quella a carattere residenziale del centro più profondo e quella che riveste un ruolo di spazio pubblico di aggregazione.
In entrambe, escluse le aree pedonali, c'è un traffico costante di veicoli che utilizzano il centro come scorciatoia per raggiungere i poli opposti della città: ci sarebbe una zona a traffico limitato, ma è come se non ci fosse, perché senza telecamere è praticamente impossibile verificare che i veicoli transitino solo negli orari di apertura.
C'è il problema, poi, delle pavimentazioni: il piano particolareggiato vorrebbe che in centro non ci fossero marciapiede, tutto sullo stesso piano stradale e quasi sempre con la pavimentazione in pietra e non in asfalto.
Non è così, spesso l'asfalto non è nemmeno in condizioni di ottima salute, per non parlare dei marciapiede sconnessi e pieni di buche, talvolta anche molto pericolose.
In qualche caso la creatività dei manutentori si è manifestata con interventi a dir poco fantasiosi: in piazza Eleonora, da anni ormai, dei tratti in cui era saltato l'acciottolato sono stati rimpiazzati con una colata di malta, poi lavorata con la cazzuola per ricordare la griglia dei sampietrini, l'effetto è imbarazzante. (1.continua)
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