Scuderie e immobili da demolire, due proprietari ricorrono al Tar

ORISTANO. C’è anche chi non si arrende. Due ordinanze di demolizione del Comune arrivano al Tribunale Amministrativo Regionale, in seguito al ricorso di due cittadini destinatari di un ordine di...

ORISTANO. C’è anche chi non si arrende. Due ordinanze di demolizione del Comune arrivano al Tribunale Amministrativo Regionale, in seguito al ricorso di due cittadini destinatari di un ordine di demolizione per due immobili costruiti nella zona di Pesaria e tra Silì e Fenosu, nelle campagne alla periferia della città. Mentre nei giorni scorsi altri proprietari di immobili nelle famose zone Equus avevano deciso di dare seguito alle lettere inviate dall’amministrazione avviando la demolizione degli immobili ritenuti abusivi. Non tutti però ritengono che quell’ordinanza sia la pietra tombale sul caso e così c’è chi ha decisio di sondare il terreno al Tar. Il Comune, dal canto suo, non sta a guardare, ma si costituisce in giudizio. Una sola delle due riguarda una scuderia abusiva che si trova nella località denominata Cuccuru is Coloras con un’area attrezzata con sei box per cavalli.

L’ordinanza, risalente a maggio, è uno dei provvedimenti che ha aperto proprio la stagione delle demolizioni delle scuderie dei cavalieri della Sartiglia realizzate nelle, mai entrate in vigore, zone Equus, una delle grandi incompiute del Puc rimasto per buona parte lettera morta.

Se, da un lato, l’amministrazione garantisce sostegno per trovare collocazione temporanea ai cavalieri colpiti dai provvedimenti e consentirgli così di partecipare alla giostra, dall’altro resiste ai ricorsi contro i provvedimenti di demolizione. Un atto dovuto, probabilmente, se si pensa che nessuno ha mai contestato la legittimità delle demolizioni, neanche chi ne è stato colpito. L’altro provvedimento riguarda un immobile sito in località Is Pastureddas. Se dovesse accadere che i giudici rilevassero delle irregolarità amministrative nelle ordinanze, cambierebbe totalmente il quadro di una situazione che, fino a oggi, è stata nel segno della rassegnazione da parte dei proprietari, molti dei quali indagati in un procedimento penale per gli abusi edilizi.

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