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Oristano

Nuovi medici al Delogu ma la crisi non è rientrata

Nuovi medici al Delogu ma la crisi non è rientrata

Per il Comitato la riapertura del centro Alzheimer e il loro arrivo non bastano «Rimane aperto il dossier sul punto di primo intervento e sulle urgenze»

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GHILARZA. L'inserimento di tre nuovi specialisti nella pianta organica di Medicina e l'annunciata riapertura del Centro Alzheimer sono segnali incoraggianti ma non è ancora abbastanza per poter considerare risolta la crisi dell'ospedale.

Il territorio vuole di più, come dimostra il giudizio positivo con riserva espresso dal comitato pro Delogu sugli ultimi provvedimenti adottati dall'Ats e dall'Assl di Oristano per ridare linfa al presidio sanitario. Per il fronte di lotta l'obiettivo non sarà pienamente raggiunto fino a quando non sarà realizzato il Centro di emergenza territoriale previsto nel piano regionale di riordino della rete ospedaliera.

L'incertezza che ancora permane sui tempi di riattivazione impone agli attivisti di non mollare la presa e infatti annunciano la richiesta di un incontro con il direttore d'area Mariano Meloni, dall'esito del quale dipenderà una nuova mobilitazione.

«A pochi giorni dalla nostra manifestazione di piazza e dopo mesi di ostinato silenzio, Ats e Assl di Oristano hanno finalmente battuto un colpo sul tavolo di confronto aperto dal comitato e partecipato anche dai sindaci del territorio», dicono i portavoce del movimento. «È solo un primo passo, ma ne diamo correttamente atto pur tenendo in campo tutte le riserve e le critiche avanzate in precedenza», precisano Raffaele Manca, Livio Deligia e Immacolata Boeddu.

In ragione delle questioni ancora in sospeso permane lo stato di agitazione, pronto in qualunque momento a sfociare nell'ennesimo atto di protesta. «Sulla mancata riapertura del punto di primo intervento rilanciamo la lotta con la programmazione di una nuova manifestazione di piazza che il comitato fisserà dopo l’incontro che intende chiedere al direttore dell'Assl di Oristano per verificare lo stato della pratica», annunciano i delegati. Gli attivisti si rivolgono anche all'assessorato alla Sanità e all'azienda unica della salute chiedendo di promuovere un altro corso regionale per operatori del sistema di emergenza-urgenza e di riaprire i termini per la presentazione di manifestazioni d'interesse al fine di dare supporto ai due operatori disponibili per il presidio del soccorso del Delogu.

«Un bando – rilevano – frettolosamente, inspiegabilmente e colpevolmente chiuso a distanza di soli tre giorni dalla pubblicazione».

Maria Antonietta Cossu

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