Le opposizioni riunite: «Perse tante opportunità»

Laconi, la minoranza incontra i cittadini e legge il libro delle critiche alla giunta Nell’elenco lo spopolamento, la perdita di autonomia scolastica e i finanziamenti

LACONI. Servizi al palo, denatalità, spopolamento. Un quadro generale poco rassicurante quello emerso nel corso dell’incontro di venerdì scorso organizzato dalle minoranze per ripercorrere insieme i momenti più importanti della consiliatura in corso. Un incontro volutamente aperto e inclusivo, organizzato congiuntamente dai due gruppi Insieme per Laconi e Laconi bene comune per coinvolgere i cittadini, «perché crediamo – hanno spiegato i consiglieri Simona Corongiu e Carlo Orgiu – che la nostra comunità, caratterizzata da una profonda frammentazione politica e sociale, abbia bisogno di un messaggio di unità che deve venire prima di tutto da parte di chi, come noi, ricopre cariche pubbliche».

Sotto la lente d’ingrandimento ci sono le questioni oggetto di diverse interpellanze e interrogazioni. In primo luogo quelle sulla scuola, «per la perdita dell’autonomia dell’istituto comprensivo e per la chiusura del liceo classico, e sulla soppressione dello scuolabus. Sui servizi – ricorda Carlo Orgiu –, sulla gestione dell’albergo diffuso che sembra non interessi a nessuno, sulla gestione della Casa della salute che se non fosse per la presenza degli ambulatori di medicina di base forse sarebbe chiusa. Ancora sul mercato civico che ha chiuso, sul rifornitore di carburante anche questo ultimo chiuso».

A incidere, secono le minorenza, è stata «l’assenza di un progetto politico complessivo e il mancato coinvolgimento delle opposizioni e della cittadinanza», dice Simona Corongiu che porta quale esempio gli interventi finanziati nel progetto di sviluppo locale della programmazione territoriale della comunità montana, finanziato er 10 milioni, dei quali 669mila euro per Laconi. «Abbiamo più volte chiesto in consiglio comunale che gli interventi, prima di essere definiti con la Regione, fossero condivisi con la popolazione e con le opposizioni. Anche su questo avremmo voluto – ribadisce Simona Corongiu – dare i nostri suggerimenti e fare le nostre proposte. Invece all’indomani della pubblicazione dell’accordo, abbiamo scoperto che la quota maggiore dei finanziamenti servirà per la riqualificazione dell’ex mattatoio in un centro polifunzionale sociale culturale territoriale».

Tra le questioni aperte c’è quella relativa alle province. Il consiglio comunale, infatti, aveva deliberato di aderire alla nuova provincia del Sud Sardegna con capoluogo Carbonia. Una scelta allora contestata da molti e che ancora oggi desta preoccupazione. «Le province non sono state abolite e ci sono proposte legislative dirette a ridare centralità al loro ruolo e funzioni. Crediamo – concordano i due consiglieri di minoranza – che non debba essere abbassata la guardia per evitare che vengano assunte scelte frettolose e insensate a discapito della comunità».

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