Le meraviglie dell’archeoastronomia

Osservazione al nuraghe Losa e a Santa Cristina di Paulilatino

ABBASANTA. In questo inizio d’anno tiene banco l’archeoastronomia nei siti preistorici di Losa e Santa Cristina, dove si potranno osservare interessanti effetti ottici naturali e si potrà conversar di stelle, pianeti, satelliti e del grado di conoscenza della materia raggiunto dalla civiltà nuragica. Il primo appuntamento è nel parco archeologico di Abbasanta, dove giovedì i visitatori potranno ammirare il sole tramontare e la luna sorgere quasi in contemporanea e in perfetta opposizione lungo la linea solstiziale segnata dalle torri est e sud del nuraghe. Lo studioso Mauro Peppino Zedda spiegherà la correlazione tra la posizione del monumento e i punti solstiziali.

Il 10 gennaio è poi in programma nel villaggio di Santa Cristina di Paulilatino una conferenza sulla funzione del pozzo come osservatorio lunare e qualche ora dopo si potrà vedere il fascio di luce lunare che illumina uno dei filari della costruzione preistorica. Il convegno si aprirà alle 17.45 con i saluti del sindaco Domenico Gallus e del presidente della cooperativa Archeotour Massimo Muscas. Seguirà la presentazione del libro Il contadino che indicava la luna, scritto da Paolo Littarru. All’intervento dell'autore si aggiungeranno i contributi di Silvano Tagliagambe, Franco Laner, Mauro Zedda e Giovanni Pigozzi. Alle 22 avrà luogo la conferenza dell’archeoastronomo Arnold Lebeuf, tra i fautori della teoria che attribuisce al monumento archeologico la funzione di osservatorio astronomico oltre che quella di luogo di culto. (mac)

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