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cronaca

Gli ex consulenti del Gal: «Pagati per lavori svolti»

Al processo per le spese del Gruppo di azione locale interrogati due imputati Tiziana Tirelli e Valentino Brunzu: «Tutti i compensi legati a progetti e attività»


22 gennaio 2020 di Enrico Carta


ORISTANO. Doveva essere il giorno dell’interrogatorio dell’imputato principale, ma un problema di salute ha tenuto lontano dal tribunale l’ex presidente del Gal Mbs, poi diventato Gal Terre Shardana. Non si è però perso tempo perché a rispondere alle domande dei giudici, del pubblico ministero Armando Mammone e degli avvocati difensori ci hanno pensato altri due imputati al processo per le presunte spese allegre del Gruppo di azione locale. Sono stati i consulenti Valentino Brunzu e Tiziana Tirelli a ribattere alle accuse. Quest’ultima, assistita dall’avvocato Mario Gusi, ha contestato la ricostruzione che la procura ha sin qui fatto, accusandola di aver ricevuto dei compensi per prestazioni di lavoro mai eseguite.

Tiziana Tirelli ha elencato tutte le occasioni in cui prestò la sua professionalità in favore del Gal ricordando gli impegni per l’organizzazione del lavoro di segreteria e, soprattutto per l’organizzazione di eventi. Ha parlato dell’Open Water Challenge di Torregrande e di altre manifestazioni come il festival Anima Mundi che si tiene a Cuglieri e che è nato proprio da una sua idea. C’è poi tutta un’altra serie di lavori, di progetti compiuti in favore del Gal per cui avviò contatti con partner commerciali in Europa per la promozione di prodotti locali e della destinazione oristanese, di educational tour e un’opera di raccordo tra le attività del Sistema turistico locale e lo stesso Gal.

Il pubblico ministero non ha contestato questo riassunto delle attività che giustificherebbero così i compensi ricevuti. Ha invece puntato l’indice sul fatto che le consulenze fossero state affidate senza un preciso indirizzo dato dal Gal nella scelta della persona che doveva svolgere il lavoro e sul fatto che la fattura presentata non facesse distinzione tra un lavoro e un altro, ma fosse complessiva così da lasciare qualche dubbio. Su quest’ultimo aspetto Tiziana Tirelli ha spiegato che non fu una cosa studiata, bensì frutto di scarso ordine nel richiedere i pagamenti «tanto che l’importo totale era già determinato nella convenzione». Sulla questione dell’assegnazione delle consulenze ha invece ribattuto: «Ero solo il prestatore di servizi, ricevevo l’incarico e svolgevo il lavoro. Non era mio compito stabilire perché fossi stata scelta proprio io».

Valentino Brunzu ha invece chiarito che ogni pagamento ricevuto era legato al suo lavoro di allestimento di stand e postazioni e alla redazione dei piani per la sicurezza in ogni manifestazione targata Gal. Ha poi attribuito il fatto che questi pagamenti siano spesso stati parziali al semplice fatto che il Gal non aveva ancora previsto il pagamento totale, ma solo un saldo per varie prestazioni. «Quando sono iniziati i problemi di bilancio – ha spiegato – stavo ancora lavorando per il Gal e dovevo ancora ricevere dei compensi».

Si torna in aula il 18 febbraio.

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