Seneghe anticipa il suo Carnevale
Questa sera dalle ore 20 i balli in piazza che proseguiranno sino a martedì grasso
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SENEGHE. Si perde nella notte dei tempi la tradizione che lega la festa di san Sebastiano, santo patrono del paese, al carnevale. Domenica scorsa, con l’accensione del falò in onore del Santo, sono iniziati “Sos ballos in sa Partza”, che proseguiranno questa sera, a partire dalle 20, e poi fino al martedì grasso. Si tratta di un appuntamento unico nel suo genere, particolarmente atteso dalla comunità, anche se, alcuni degli aspetti peculiari della tradizione si stanno perdendo.
Fino a qualche decennio fa erano i 18enni (Sas Fianzas) ad organizzare l’evento, che segnava in quel modo il loro ingresso nella società degli adulti.
Adesso non è più così, ma il fascino della manifestazione, nonostante le difficoltà introdotte da norme e leggi sulla sicurezza molto restrittive, è rimasto intatto. Al posto de Sas Fianzas ad organizzarla è il comitato che si occuperà anche della pianificazione degli eventi in programma per la festa di santa Maria e santa Elisabetta, che si tiene agli inizi di luglio.
La particolarità del ballo seneghese è rappresentata dalla disposizione delle coppie: gli uomini si schierano davanti uno a fianco all’altro, le donne, disposte in modo analogo, dietro. In questo modo è la donna che “invita” al ballo il cavaliere. Fino a qualche anno fa non era raro che uno di essi non fosse di suo gradimento e quindi lo saltasse e invitasse quello che si trovava subito dopo. Quando ciò accadeva veniva rotto un equilibrio codificato, denominato “Su cabodo”, e lo sgarbo non rimaneva senza conseguenze. Chi subiva l’affronto del rifiuto, infatti, aveva la possibilità di restituire pan per focaccia alla “dama” il martedì grasso, durante Sas Andantzas, quando il ritmo del ballo muta e le donne, ferme nella posizione in cui si trovano, attendono il cavaliere per formare la nuova coppia. Era quello il momento atteso dal cavaliere che aveva subito l’onta del rifiuto per uscire dal ballo e lasciare la ballerina che lo aveva ignorato in mezzo alla piazza, costringendola ad uscire a sua volta. Il carnevale costituisce occasione imperdibile per conoscere l’ospitalità dei seneghesi e la bellezza di un centro storico tra i meglio conservati dell’isola. Piero Marongiu
Fino a qualche decennio fa erano i 18enni (Sas Fianzas) ad organizzare l’evento, che segnava in quel modo il loro ingresso nella società degli adulti.
Adesso non è più così, ma il fascino della manifestazione, nonostante le difficoltà introdotte da norme e leggi sulla sicurezza molto restrittive, è rimasto intatto. Al posto de Sas Fianzas ad organizzarla è il comitato che si occuperà anche della pianificazione degli eventi in programma per la festa di santa Maria e santa Elisabetta, che si tiene agli inizi di luglio.
La particolarità del ballo seneghese è rappresentata dalla disposizione delle coppie: gli uomini si schierano davanti uno a fianco all’altro, le donne, disposte in modo analogo, dietro. In questo modo è la donna che “invita” al ballo il cavaliere. Fino a qualche anno fa non era raro che uno di essi non fosse di suo gradimento e quindi lo saltasse e invitasse quello che si trovava subito dopo. Quando ciò accadeva veniva rotto un equilibrio codificato, denominato “Su cabodo”, e lo sgarbo non rimaneva senza conseguenze. Chi subiva l’affronto del rifiuto, infatti, aveva la possibilità di restituire pan per focaccia alla “dama” il martedì grasso, durante Sas Andantzas, quando il ritmo del ballo muta e le donne, ferme nella posizione in cui si trovano, attendono il cavaliere per formare la nuova coppia. Era quello il momento atteso dal cavaliere che aveva subito l’onta del rifiuto per uscire dal ballo e lasciare la ballerina che lo aveva ignorato in mezzo alla piazza, costringendola ad uscire a sua volta. Il carnevale costituisce occasione imperdibile per conoscere l’ospitalità dei seneghesi e la bellezza di un centro storico tra i meglio conservati dell’isola. Piero Marongiu
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