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Sartiglia 

Ex questore assediato, sei cavalieri a processo

ORISTANO. Nessuno dei poliziotti, ieri testimoni, ha sentito insulti uscire dalla bocca del componidori Antonio Giandolfi rivolti all’ex questore Giovanni Aliquò. Nessuno dei poliziotti, ieri...

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ORISTANO. Nessuno dei poliziotti, ieri testimoni, ha sentito insulti uscire dalla bocca del componidori Antonio Giandolfi rivolti all’ex questore Giovanni Aliquò. Nessuno dei poliziotti, ieri testimoni, ha notato che il camper, in cui si svolgevano i controlli antidoping per i cavalieri della Sartiglia, ondeggiasse tanto da costringere le persone che vi erano all’interno ad abbandonare il camper stesso e quindi a interrompere l’attività che stavano svolgendo. Possibile che i testimoni non avessero un’angolatura giusta per notare questi aspetti, ma sono comunque valutazioni che faranno le controparti del processo che si svolge davanti alla giudice monocratica Francesca Falchi sul presunto assedio all’allora questore Giovanni Aliquò il 13 febbraio del 2018.

Sono imputati i cavalieri Antonio Giandolfi, Andrea Manias, Andrea Piroddi, Andrea Solinas, Alessio Garau e Gianluca Russo. Il primo è accusato di oltraggio, agli altri cinque vengono contestati la resistenza, le minacce e l’interruzione di pubblico servizio. La figura centrale di tutto il processo è l’ex questore Giovanni Aliquò, parte civile assistito dall’avvocato Giovanni Maria Giaquinto, il quale sporse denuncia raccontando di essere stato costretto a lasciare il camper assediato dai cavalieri. L’accusa è sostenuta dal procuratore Ezio Domenico Basso, il quale ha chiesto ai testimoni se i cavalieri avessero invaso lo spazio interdetto, ottenendo risposta positiva. A proposito degli insulti, rispondendo alle domande degli avvocati difensori Adriano Sollai, Romina Marongiu, Carla Greggiu e Monica Masia i testimoni hanno detto che si sentivano delle grida, senza però essere in grado di dire da chi queste arrivassero, perché a urlare c’erano tanti cavalieri e un numero ancora maggiore di spettatori che contestavano il questore. Tutti hanno confermato di non aver sentito insulti o ingiurie.

Enrico Carta

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