La Nuova Sardegna

Oristano

Mediterranea si rinnova

di Valentina Atzeni
Mediterranea si rinnova

Per la ventesima edizione nuovi espositori nel segno della tradizione locale

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ORISTANO. La rassegna Mediterranea spegne venti candeline. Trentuno le aziende dell'artigianato artistico e dell'agroalimentare di qualità partecipanti, che con le loro produzioni sono ospitate in tre edifici storici della città: oltre al teatro di via Ciutadella de Menorca che vede al suo interno tredici imprese, anche Palazzo Paderi e Palazzo Carta, rispettivamente con otto e dieci espositori.

Da parte del presidente della Camera di commercio di Oristano, Nando Faedda, assoluto ottimismo per una manifestazione che riconfermerà il successo delle precedenti diciannove edizioni.

«Mediterranea è ormai sinonimo di carnevale oristanese – ha dichiarato Faedda – il rammarico è solo quello di non poter accontentare tutti i produttori che vorrebbero partecipare a causa degli spazi limitati».

Novità di questa ventesima edizione l’inserimento di alcuni nuovi espositori, per un ricambio che potesse accogliere chi ancora non aveva mai partecipato alla rassegna. «Tra questi – affermano dalla Camera di commercio – i rappresentanti del settore officinale, con prodotti a base di lavanda e elicriso, e di quello del legno, inteso come realizzazione di mobili, complicato da introdurre per le dimensioni delle produzioni.

Ma non mancano i laboratori orafi, dove a fare da padrone è il corallo, insieme all’argento e in minore quantità all’ossidiana, il cui prelievo è limitato dal 2016. Ampio spazio anche al settore tessile, alla ceramica, alla lavorazione del cuoio e delle pietre. Immancabile l’agroalimentare. Ortaggi e prodotti caseari accolgono il visitatore in un tripudio di profumi e colori.

«Mediterranea rappresenta un appuntamento importante perché ogni anno contribuisce nel dare visibilità alle attività preponderanti della città, artigianato e agricoltura – ha affermato Massimiliano Sanna, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Oristano – si tratta di un’opportunità per far emergere i prodotti del territorio». Vetrina di tutto rispetto dunque, ma a tempo determinato. Una quattro giorni che permetterà alle aziende presenti di ampliare il proprio spettro conoscitivo al di fuori di quello provinciale e regionale, ma se si vuole competere al di là del mare occorre una strutturazione ben più efficace.

È in questi termini, con un’ottica più ampia, che l’assessora regionale dell’Industria Anita Pili, si rivolge al comparto: “Credo sia importante valorizzare le produzioni che abbiamo, anche perché costituiscono, in piccola scala, dei veri e propri processi industriali che necessitano di sostegno – afferma Anita Pili – spesso, nonostante le produzioni siano di eccellenza, le imprese non possono competere sul mercato in termini di quantità di prodotto. Quindi è necessario fare una ricognizione delle imprese e degli impegni dei produttori e insieme a loro costruire delle vere e proprie industrie artigianali sarde».

Da parte della Regione, dunque, la garanzia di una formazione futura, per fare propria la cultura dell’imprenditorialità e aumentare la consapevolezza della ricchezza della propria arte. Sempre che un così vasto ampliamento del settore rientri nelle intenzioni degli artigiani.

Mediterranea resterà aperta fino a martedì, dalle 10 alle 20. Ingresso libero.



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