La Nuova Sardegna

Oristano

Oggi è ancora Sartiglia in nome di San Giuseppe

di Eleonora Caddeo
Oggi è ancora Sartiglia in nome di San Giuseppe

Cristian Matzutzi sarà il Componidori, con lui Andrea Cinus e Graziano Pala Lo spettacolo di domenica nelle parole commosse di Ignazio Lombardi

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ORISTANO. E' sorta l'alba di un nuovo giorno di festa per la città, tinto dai colori rosa e celeste, nel nome di San Giuseppe. E' il martedì di Sartiglia del gremio dei falegnami che incorona Cristian Matzutzi re di Oristano per un giorno. Ad averlo scelto, lo scorso diciannove dicembre, è stato il presidente della corporazione degli artieri del legno Carlo Pisanu. Quest'oggi Cristian, cavaliere esperto di trentanove anni, con quindici edizioni di Sartiglia alle spalle, realizzerà il sogno di una vita, essere su componidori, accompagnato da Andrea Cinus, su segundu cumponi, e Graziano Pala, su terzu cumponi. In tutti i momenti della giostra, ci sarà un quarto cuore a battere all'unisono insieme a lui, al ritmo sfrenato del suo tamburo, ed è quello del figlio del capocorsa, Alessio, che vestirà, per la prima volta in maniera ufficiale, i panni del tamburino e suonerà per il padre componidori. Intanto la prima giornata di Sartiglia è stata una domenica di festa grande per il gremio di San Giovanni e per il suo componidori, Ignazio Lombrardi, protagonista indiscusso della corsa.

Tra le ventidue stelle colte in via Duomo, c'è infatti la stella d'oro del capocorsa che ha colto il prezioso bottino sia con la spada che con su stoccu, mandando in visibilio il presidente che lo ha scelto Gianni Dessì e tutto il gremio dei contadini che si è raccolto in un abbraccio corale in pista.

«La sognavo bella ma non così tanto – racconta ancora frastornato dall'emozione Ignazio Lombardi – è stato davvero un sogno che si realizza e c'è stata la mano di San Giovanni ad aiutarmi. Tutte e due le volte che sono sceso per la stella, sia con la spada che con su stoccu, ho guardato in cielo e ho chiesto una mano d'aiuto ai miei cari che non ci sono più e a San Giovanni e loro mi hanno dato la forza, ne sono convinto. È la magia di San Giovanni». Una giornata perfetta con l'unica nota stonata in via Mazzini, dove la compagine dei centundici cavalieri è arrivata in netto ritardo rispetto il programma, ritardo andato in crescendo a causa di due incidenti durante le evoluzioni, che hanno portato alla chiusura anticipata delle pariglie. «In via Duomo ho cercato di far scendere almeno un componente per pariglia, capisco i sacrifici che si fanno e volevo accontentare in questo modo tutti – spiega il componidori – l'orario poteva andar bene, in trenta minuti le pariglie si corrono. Semmai potrei fare una piccola critica al sistema soccorso, dovrebbero esserci più ambulanze che possono entrare in pista, in modo da limitare al minimo i tempi tecnici. I cavalieri hanno capito – tiene a sottolineare Lombardi – sono andato da loro a spiegare la situazione, e loro stessi mi hanno detto di chiudere senza alcuna polemica». «Un presidente spera che tutto vada bene e che il componidori risalga sulla mesitta senza alcun problema – racconta s'oberaju majori Gianni Dessì – quando poi c'è il valore aggiunto delle stelle, una d'oro del componidori e un'altra d'argento in pariglia è veramente una festa che ti ripaga di tutti i sacrifici fatti». Oggi i riflettori sono tutti su Cristian Matzutzi e sulla sartiglia di San Giuseppe.

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