Tharros e museo, arrivano i fondi regionali
di Valentina Atzeni
Cabras, stanziati 540mila euro per la gestione dei principali siti di interesse archeologico
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CABRAS. Sarò vero che, come sosteneva qualche anno fa un ministro, con la cultura non si mangia? Cabras per ora si tiene stretti i suoi gioielli storici e mette in cassa una bella cifra. Ammonta infatti a quasi 540mila euro il finanziamento regionale per la gestione dei beni culturali. Nel dettaglio, la somma stanziata andrà a sommarsi alle risorse del Comune, ente gestore per la valorizzazione del museo civico Giovanni Marongiu, dell’area archeologica di Tharros, della Torre spagnola do Capo San Marco e della necropoli settentrionale di Tharros.
«È un finanziamento che si mantiene costante dal 2018 – spiega la responsabile di servizio per i beni culturali Sofia Pippia –. Precedentemente non superava i 515mila euro». Quindi si sale di qualche decina di migliaia di euro. Sono diverse le modalità di erogazione, che cambiano di anno in anno. La Regione si riserva infatti di effettuare acconti durante i dodici mesi o di saldare l’intera somma alla fine del periodo.
L’affidamento triennale della gestione è andato nuovamente all’associazione temporanea di imprese costituita dalla cooperativa Penisola del Sinis insieme alla cooperativa Coulture, le uniche ad aver presentato la loro offerta sulla piattaforma telematica per il bando al quale si poteva partecipare fino al 7 gennaio. L’importo offerto dalle due cooperative per la gestione è di un milione e 770mila euro, partendo da una base d’asta che si discostava di pochi euro. Si occuperanno del servizio fino al 31 dicembre 2022, a patto che la Regione disponga la proroga del progetto. A integrare l’offerta, oltre alla gestione del servizio di biglietteria per i vari siti, ci sono gli itinerari archeologici e naturalistici, l’ausilio di guide plurilingue, i percorsi con il trenino di Tharros.
I fondi saranno vincolati alle spese per il personale, mentre quelle di gestione annuale ammontano a circa 622mila euro. È invece ancora lontano il sogno della nascita di una Fondazione che possa gestire il museo e il futuro dei Giganti di Mont ’e Prama. Interrotto nel 2017, il progetto era stato ripreso dall’ex assessore regionale Dessena.
«È un finanziamento che si mantiene costante dal 2018 – spiega la responsabile di servizio per i beni culturali Sofia Pippia –. Precedentemente non superava i 515mila euro». Quindi si sale di qualche decina di migliaia di euro. Sono diverse le modalità di erogazione, che cambiano di anno in anno. La Regione si riserva infatti di effettuare acconti durante i dodici mesi o di saldare l’intera somma alla fine del periodo.
L’affidamento triennale della gestione è andato nuovamente all’associazione temporanea di imprese costituita dalla cooperativa Penisola del Sinis insieme alla cooperativa Coulture, le uniche ad aver presentato la loro offerta sulla piattaforma telematica per il bando al quale si poteva partecipare fino al 7 gennaio. L’importo offerto dalle due cooperative per la gestione è di un milione e 770mila euro, partendo da una base d’asta che si discostava di pochi euro. Si occuperanno del servizio fino al 31 dicembre 2022, a patto che la Regione disponga la proroga del progetto. A integrare l’offerta, oltre alla gestione del servizio di biglietteria per i vari siti, ci sono gli itinerari archeologici e naturalistici, l’ausilio di guide plurilingue, i percorsi con il trenino di Tharros.
I fondi saranno vincolati alle spese per il personale, mentre quelle di gestione annuale ammontano a circa 622mila euro. È invece ancora lontano il sogno della nascita di una Fondazione che possa gestire il museo e il futuro dei Giganti di Mont ’e Prama. Interrotto nel 2017, il progetto era stato ripreso dall’ex assessore regionale Dessena.
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