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Oristano

Pasticciaccio delle Marine, il Comune comunque rischia

ORISTANO. Si è aperto il procedimento relativo ai due atti di cessione delle quote delle Marine Oristanesi che furono di proprietà comunale. Ieri mattina sono comparse davanti alla giudice del...

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ORISTANO. Si è aperto il procedimento relativo ai due atti di cessione delle quote delle Marine Oristanesi che furono di proprietà comunale. Ieri mattina sono comparse davanti alla giudice del Registro delle Imprese Paola Bussu le parti e si è costituito anche il Comune. Da un lato la stessa Marine Oristanesi, rappresentata dall'avvocata Gabriella Martani, e il Circolo Nautico, rappresentato dall'avvocata Sandra Sassu, difendono le ragioni della liquidazione delle quote comunali al prezzo di circa 20 mila euro. Dall’altro la Tharros Yachting, rappresentata da Christian Stara, e il Comune, il cui legale è l'avvocato Carlo Ibba, docente di diritto commerciale presso l'Università di Sassari, sostiene la validità della cessione a seguito di asta pubblica, al prezzo di circa 206 mila euro. L'udienza, alla quale ha partecipato anche il conservatore del Registro delle Imprese, è stata aggiornata al 18 marzo, per consentire alle parti di produrre le controdeduzioni in merito alle memorie scritte depositate nei giorni scorsi. Una cosa è certa, se anche il 18 marzo dovesse arrivare dal Tribunale una decisione definitiva su quale dei due atti di cessione vada cancellato dal registro, la vicenda non è destinata a chiudersi così. Troppi gli interessi economici in gioco, i due atti di cessione – la cui coesistenza è impossibile, dato che la società non può avere due padroni – hanno fatto maturare diritti e aspettative da parte di Circolo Nautico e Tharros Yachting, che potrebbero così, a seconda della decisione del Tribunale, chiedere un risarcimento relativo al lucro non conseguito e ai danni provocati dalla prolungata situazione di incertezza e dalla eventuale perdita del titolo di proprietà. I 206 mila euro pagati in assegni circolari dalla Tharros Yachting al Comune sono stati inseriti nel bilancio del Comune dopo la votazione di fine novembre del Consiglio, ma non sono stati riscossi e giacciono in cassaforte. I 20 mila pagati dal Circolo alle Marine, sono stati girati dalla società allo stesso Comune, ma l’ente locale li avrebbe rifiutati, non riconoscendo la validità dell'atto.(dav.p.)

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