Le sentinelle del Sinis vigilano sull’Area marina

Cabras, spiagge e coste saranno tutelate grazie al progetto che coinvolge le associazioni

CABRAS. Per contrastare i furti di sabbia dalle spiagge del Sinis, in particolare di quella di Is Arutas, dalla prossima estate scenderanno in campo le “Sinis sentinels” o per dirla in lingua italiana le sentinelle del Sinis. Le nuove figure, dopo un’adeguata formazione, sostituiranno i guardiani della sabbia, che hanno ben operato l’estate scorsa. Il progetto, redatto dall’Area marina protetta Penisola del Sinis – Isola di Maldiventre, in collaborazione con l’associazione sportiva “Sea Scout” e con l’istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità nell’ambiente marino del Centro nazionale per le ricerche, risponde all’esigenza di tutelare l’arenile di quarzo e quello di fermare l’azione degli incivili che ogni anno provano a depauperare il patrimonio ambientale, asportando la preziosa risorsa.

Il programma partirà con una campagna di divulgazione e comunicazione, quindi verranno individuate le associazioni di volontariato e i volontari, i partner e gli sponsor che intendono aderire all’iniziativa. I controlli del litorale avverranno sia a terra che in mare, e saranno effettuati da squadre composte da almeno due persone. Particolare cura sarà posta al controllo del tratto tra Mare morto, Funtana Meiga e Turre ’e Seu, e ancora tra Mari ermi, Porto Suedda e Maimoni. A terra, invece, il servizio verrà effettuato nelle spiagge di Is Aruttas, Mari Ermi, Maimoni, S’Archeddu ’e sa canna e San Giovanni di Sinis.

Il progetto verrà finanziato con il coinvolgimento di aziende e soggetti privati mediante un bando pubblico. Ai volontari e alle volontarie iscritti nelle liste delle associazioni aderenti all’iniziativa è richiesto il possesso dei requisiti minimi previsti dalla legge, con particolare riferimento alle coperture assicurative. «Con l’approvazione di questo progetto, rendiamo un servizio di informazione e sensibilizzazione rispetto ai temi che governano la gestione dell’Area marina protetta – spiega il direttore Massimo Marras –. Lo abbiamo strutturato, mettendo le persone al centro, cercando di rendere gli utenti parte attiva dell’Amp e della sua protezione. I partecipanti verranno formati e acquisiranno delle competenze, ma soprattutto daranno un contributo importante alla protezione del mare e dell’ambiente».

Dei tre soggetti ideatori del progetto, sarà l’Amp a supervisionare le attività e a finanziare le spese per il carburante, i pasti e l’abbigliamento da indossare durante il servizio. Il supporto tecnico scientifico verrà fornito da Ias-Cnr, che curerà anche la formazione dei volontari. Mentre il supporto operativo e il coordinamento saranno garantiti dall’associazione Sea scout.

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