La Nuova Sardegna

Oristano

Poche persone per strada e negozi semivuoti

di Michela Cuccu
Poche persone per strada e negozi semivuoti

Complice anche il brutto tempo, in centro passanti come in un giorno festivo Pochi gli studenti in giro, forse impegnati a casa nelle lezioni online

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ORISTANO. Poca gente per strada e negozi semivuoti. Anche in città l’allarme coronavirus ha avuto i suoi effetti e molti, ora preferiscono rimanere in casa. Anche ai giardini di Viale Repubblica, ieri a metà mattina (prima che la pioggia rovinasse il resto della giornata), c’era quasi il deserto. L’aria da coprifuoco si respirava anche al centro commerciale Porta Nuova, disertato anche da chi, come spiegavano i commercianti, fino all’altro ieri, ci si rifugiava per fare una passeggiata fra le vetrine. Unica voce fuori dal coro arriva dalle banconiere del bar al piano superiore: «Da noi il volume di lavoro non è calato: non abbiamo registrato fino ad ora defezioni da parte dei clienti. Il problema non è la paura del contagio, ma la mancanza di soldi». Basta però scendere al piano terra, per sentire una voce differente: «Stiamo lavorando bene solo all’ora di pranzo – spiega infatti Marco Orrù, titolare del bar accanto all’ingresso – chi non si è più fatto vedere sono quei clienti, tanti e soprattutto anziani , che venivano anche solo per un caffè. È il segno evidente che hanno paura di ammalarsi». Appunto gli anziani sono fra coloro che pagano maggiormente gli effetti dell’emergenza, se si considera che le case di riposo hanno sospeso le visite di parenti e amici. Chi pensava che con chiusura delle scuole, gli studenti avrebbero approfittato per starsene a passeggio fin dalla mattina, è rimasto deluso: sono tutti a casa a seguire le lezioni online che tutti gli istituti superiori cittadini hanno attivato, come previsto dalla circolare ministeriale. Il deserto non c’era invece in ospedale, dove, quella di ieri sembrava una giornata come tante, se non fosse per i cartelli con le nuove disposizioni sanitarie valide in tutto il territorio nazionale : dalla limitazione delle visite dei parenti ai ricoverati e le raccomandazioni su come lavarsi le mani. Purtroppo l’emergenza ha messo in evidenza carenze remote dell’ospedale San Martino, dove, non tutti i bagni dei reparti funzionano esattamente bene e soprattutto, molti dei dispenser dell’igienizzante per le mani, ieri mattina erano vuoti, se non addirittura, fuori uso, come quello posto all’ingresso della sala d’attesa del Pronto soccorso e di alcuni ambulatori. Paradossale infine, la situazione dei medici di base. In una nota, la Fimmg, fa sapere come la Assl non abbia ancorta fornito loro dispositivi indispensabili come mascherine e tute monouso.

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