Ma in città sembra come la domenica
Strade praticamente deserte, poca gente nei negozi e nei centri commerciali
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ORISTANO. Strade quasi deserte e non solo perché il tempo si è guastato.
All’indomani della scoperta del primo oristanese ricoverato in ospedale a Sassari perché positivo al covid-19, in città è diventata palpabile se non la paura, almeno la consapevolezza del rischio contagio. E in tanti hanno preferito restare a casa.
Forse anche per via della chiusura di scuole e musei e degli uffici comunali dove ieri era in corso la disinfezione dei locali, pochi avventori anche nei bar del centro fin dall’ora di colazione. Chi entra viene invitato a sedersi ai tavolini e comunque, gli si spiega che al banco possono avvicinarsi in pochi alla volta. In centro, pochi passanti, quasi tutti di fretta con l’aria di chi non vedesse l’ora di rincasare. Qualcuno indossa le mascherine protettive, ma sono davvero pochi. Negli uffici postali, dove già da qualche giorno sono stati affissi i cartelli che invitano gli utenti «a non recarsi nelle prime ore della giornata, generalmente più affollate», pochissime persone in attesa del proprio turno agli sportelli. Non soltanto nelle strutture pubbliche, ma anche negli uffici privati si cerca di limitare al massimo il rischio di contagio e fanno entrare pochi per volta. «Sono andato a pagare l’assicurazione dell’auto ma sono dovuto restare fuori dalla stanza in attesa che il cliente che mi aveva preceduto fosse uscito». È però nei centri commerciali che si è fatto improvvisamente il vuoto. Agli ingressi delle strutture ci sono i cartelli con le indicazioni dettate dall’ultimo decreto ministeriale. Una catena di supermercati ha fatto anche di più, fornendo ai clienti la formula per preparare in casa un disinfettante molto simile alla ricercatissima Amuchina. Peccato che sia ancora quasi introvabile l’ingrediente principale, appunto l’alcol denaturato, anche se negli scaffali di diversi esercizi sono finalmente ricomparsi i disinfettanti. Alle casse c’è poca gente in fila, distanziata, come stabiliscono le disposizioni precauzionali. Le cassiere indossano tutte i guantini di lattice, unica protezione dal rischio di contagio per chi, come loro, al lavoro, non può fare a meno di andare. In realtà, negli iper e nei supermercati, tutto il personale indossa guantini, ma niente maschierine. Bardatura di protezione che invece, indossa il personale di una parafarmacia del centro «È così da sabato– ci spiegano – speriamo che questa storia finisca in fretta».
All’indomani della scoperta del primo oristanese ricoverato in ospedale a Sassari perché positivo al covid-19, in città è diventata palpabile se non la paura, almeno la consapevolezza del rischio contagio. E in tanti hanno preferito restare a casa.
Forse anche per via della chiusura di scuole e musei e degli uffici comunali dove ieri era in corso la disinfezione dei locali, pochi avventori anche nei bar del centro fin dall’ora di colazione. Chi entra viene invitato a sedersi ai tavolini e comunque, gli si spiega che al banco possono avvicinarsi in pochi alla volta. In centro, pochi passanti, quasi tutti di fretta con l’aria di chi non vedesse l’ora di rincasare. Qualcuno indossa le mascherine protettive, ma sono davvero pochi. Negli uffici postali, dove già da qualche giorno sono stati affissi i cartelli che invitano gli utenti «a non recarsi nelle prime ore della giornata, generalmente più affollate», pochissime persone in attesa del proprio turno agli sportelli. Non soltanto nelle strutture pubbliche, ma anche negli uffici privati si cerca di limitare al massimo il rischio di contagio e fanno entrare pochi per volta. «Sono andato a pagare l’assicurazione dell’auto ma sono dovuto restare fuori dalla stanza in attesa che il cliente che mi aveva preceduto fosse uscito». È però nei centri commerciali che si è fatto improvvisamente il vuoto. Agli ingressi delle strutture ci sono i cartelli con le indicazioni dettate dall’ultimo decreto ministeriale. Una catena di supermercati ha fatto anche di più, fornendo ai clienti la formula per preparare in casa un disinfettante molto simile alla ricercatissima Amuchina. Peccato che sia ancora quasi introvabile l’ingrediente principale, appunto l’alcol denaturato, anche se negli scaffali di diversi esercizi sono finalmente ricomparsi i disinfettanti. Alle casse c’è poca gente in fila, distanziata, come stabiliscono le disposizioni precauzionali. Le cassiere indossano tutte i guantini di lattice, unica protezione dal rischio di contagio per chi, come loro, al lavoro, non può fare a meno di andare. In realtà, negli iper e nei supermercati, tutto il personale indossa guantini, ma niente maschierine. Bardatura di protezione che invece, indossa il personale di una parafarmacia del centro «È così da sabato– ci spiegano – speriamo che questa storia finisca in fretta».
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