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L’impegno quotidiano delle suore: pasti caldi garantiti per i poveri

di Michela Cuccu
L’impegno quotidiano delle suore: pasti caldi garantiti per i poveri

ORISTANO. La solidarietà non si ferma, nemmeno in piena pandemia. L'esempio in città arriva dalla mensa del povero, che ormai da una ventina d'anni è il punto di riferimento per i più sfortunati. Le...

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ORISTANO. La solidarietà non si ferma, nemmeno in piena pandemia. L'esempio in città arriva dalla mensa del povero, che ormai da una ventina d'anni è il punto di riferimento per i più sfortunati. Le suore di San Giuseppe, che gestiscono la struttura, in questi giorni, hanno scelto di rinunciare alla collaborazione dei laici volontari che si alternavano ai fornelli e alla distribuzione dei pasti e delle provviste settimanali degli assistiti: ora sono le religiose a farsi carico di tutto il lavoro. «Purtroppo abbiamo dovuto chiudere il locale della mensa di via Carmine perché, gli spazi non avrebbero consentito di rispettare le distanze di sicurezza per evitare il contagio. L'alternativa che stiamo adottando è la consegna dei pasti d'asporto», spiega suor Gabriella, responsabile e coordinatrice della mensa. «Come potevamo fermarci? Queste persone non hanno niente e se gli venisse a mancare anche l'unico pasto caldo della giornata, sarebbe un disastro». L'organizzazione permette la consegna quotidiana di almeno 30 pasti da asporto: alcuni vanno per gli ospiti del dormitorio, attualmente trasferiti a Villa delle Rose, altri, sono per gli utenti di sempre: persone sole e famiglie, che non saprebbero fare altrimenti. Solo la consegna degli abiti è stata sospesa. «Certo ci dispiace – dice ancora la religiosa – ma non potevamo mettere a repentaglio la salute dei volontari. L'urgenza da garantire è il cibo». I pasti vengono consegnati poco prima di mezzogiorno da suore con mascherine e guantini che stanno attente a far rispettare le distanze di sicurezza. Per coloro che non sono in grado di uscire di casa, è attivo il servizio di consegna a domicilio. E poi ci sono le provviste settimanali di alimentari e prodotti per l'igiene. «Le provviste, almeno per ora, non ci mancano – dice suor Gabriella – ogni giorno ci portano il pane fresco da poter distribuire ai nostri assistiti. Sse ci rifornissero anche di altri alimenti freschi, ad esempio il formaggio, potremmo distribuirlo così da alternarlo alle pietanze. Piuttosto – prosegue– stiamo finendo le buste e fra poco non sapremo dove mettere i pasti da consegnare: qui gli utenti arrivano a piedi e capite la difficoltà di dover camminare con tanti pacchettini e vassoi». Fra le richieste maggiori ci sono inevitabilmente le mascherine, i guanti protettivi e disinfettanti. «Non ne abbiamo da distribuire e ci dispiace perché ce li chiedono in continuazione e le persone che vengono fin qui non possono permettersi di acquistarle. Con l'aiuto della Provvidenza – conclude – supereremo anche questa prova. E ne usciremo più forti».

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