La Nuova Sardegna

Oristano

Ordinanza rispettata, nessuno in strada

di Davide Pinna
Ordinanza rispettata, nessuno in strada

Solo edicole e tabaccherie aperti, ma anche in questo caso si rispetta rigorosamente la distanza di sicurezza

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ORISTANO. Sembra una di quelle domenica agostane, all'ora di pranzo, quando in giro per Oristano non si trova nessuno. Di diverso c'è il clima, e non solo dal punto di vista meteorologico dato che il cielo è velato e le temperature non superano i 20 gradi. La prima giornata del tutto chiuso oristanese, disposta dal sindaco Lutzu, anticipa di un giorno quello che a partire da oggi, con le nuove disposizioni del governo, sarà il clima in tutta Italia.

Qualcuno va in edicola, anche quando la mattinata è già avanzata: i giornalai sono attrezzati di tutto punto, mascherina e guanti, e i clienti vengono serviti uno alla volta. I giornali rimangono l’unico punto di riferimento serio e certo per chi vuole informarsi al di là degli slogan.

Fuori dai supermercati il deserto che si vede solo in occasione delle feste comandate, nessuna macchina parcheggiata e porte scorrevoli chiuse: si riapre stamattina.

Deserte le stazioni di benzina, in via Cagliari fa benzina un camper targato Milano, ma la stagione della ricerca dei vacanzieri incoscienti sembra essersi conclusa, ora che si è scoperto che il luogo più pericoloso per contrarre il contagio potrebbero essere proprio gli ospedali.

E poi chissà, magari è un camper di seconda mano, magari è di un milanese che risiede a Oristano o di un oristanese che ha comprato un camper con targa della penisola.

Qualcuno porta a spasso il cane ed è evidente che il concetto di immediate vicinanze è lasciato alla libera interpretazione del padrone, perché almeno in un'occasione si può constatare tranquillamente che la passeggiata dell'amico a quattro zampe ha superato i confini dell'isolato. In giro forze di polizia, in un posto di blocco nessuna mascherina per gli agenti che controllano le autocertificazioni, solo dei guanti di quelli da ortofrutta.

Fra chi passeggia, molti la indossano, la mascherina: chi ha quella chirurgica e chi ha quella con filtro. Chi non ce l'ha, acquistarle ormai è un'impresa difficile, si arrangia come può: il bavero del giubbotto o la sciarpa vengono issati fino al naso.

L'efficacia sanitaria è a dir poco discutibile, ma quantomeno si evitano o si attenuano gli sguardi di disapprovazione, come se chi nno avesse alcun dispositivo di protezione fosse un potenziale “untore”.

Macchine poche, parrebbe che l'indicazione sia quella che, se si viaggia in due, bisogna farlo come in taxi: uno davanti e uno dietro.

Certo, il metro di distanza non si può tenere in qualsiasi veicolo e quando si tratta di famigliari sembra abbastanza inutile, ma le regole sono quelle, spiegano coloro che controllano.

C'è anche chi si affaccia al balcone, respirando un po' d'aria fresca e godendosi lo strano spettacolo di una città quasi deserta.

I runner sono spariti, si preferisce la bicicletta ma l'abbigliamento dei ciclisti e il modello non fanno pensare ad attività motoria, quanto piuttosto a spostamenti per necessità. Anche i giardini di viale Repubblica sono vuoti: a un primo sguardo però non sembrano esserci cartelli che avvisano della chiusura di tutti i parchi disposta dal Ministero della Salute.

Quasi tutti in casa insomma, e anche chi esce evita per bene ogni forma di assembramento. Uno scenario a cui dovremo abituarci, almeno fino ai primi di aprile. Quanto potrà durare davvero? Non si sa. Per ora il clima è quello delle domeniche di festa, ma della festa non c'è traccia.

E con le nuove disposizioni del ministero dell’interno asarà vietato anche andare da un comune all’altro, fossero pure distanti poche decine di metri.

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