La Nuova Sardegna

Oristano

Bilancio, solo dopo Pasqua

di Davide Pinna
Bilancio, solo dopo Pasqua

Gli uffici mettono fretta a giunta e consiglio: «a rischio anche le spese ordinarie»

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ORISTANO. Bilancio, il voto del consiglio è dietro l’angolo. Con ogni probabilità l’aula sarà convocata subito dopo Pasqua, sia pure via web. Il documento è pronto da dicembre, ma lo stallo politico che ha coinvolto la maggioranza fino al mini-rimpasto di Giunta, ne ha impedito l'approvazione in Consiglio. Poi è arrivato il Coronavirus, e le priorità sono improvvisamente cambiate. Come prevedibile, i termini sono stati ulteriormente prorogata dal decreto “Cura Italia”: gli enti locali devono approvare il bilancio entro il 30 maggio.

Di tempi stretti, però, si era parlato già alla fine di marzo, quando l'assessore al Bilancio Angelo Angioi e il presidente del Consiglio comunale Antonio Franceschi avevano dichiarato che si poteva ancora aspettare un po', ma a metà aprile il bilancio sarebbe dovuto arrivare all'attenzione dell’assemblea civica.

Nei giorni scorsi a tutti i consiglieri è arrivata una lettera del sindaco Lutzu, nella quale si fa presente che dagli uffici si chiede di approvare il bilancio in tempi brevi, per evitare possibili ripercussioni sulla situazione finanziaria dell'ente locale. Nella lettera si fa riferimento a una possibile convocazione del Consiglio prima di Pasqua, ma è ormai quasi certo che si aspetterà il passaggio delle festività.

La richiesta è quella di operare con urgenza: Lutzu invita i consiglieri a contingentare il tempo degli interventi e a ritirare gli emendamenti. Quando sarà passata l'emergenza, si legge, si potrà migliorare il documento con il voto sulle variazioni.

Non sarà, però, un bilancio di emergenza quello che andrà al voto telematico del Consiglio: il testo, infatti, è quello approvato dalla Giunta alla fine del 2019. Ad animare la volontà di un rapido iter di approvazione ci sarebbe la preoccupazione, condivisa da maggioranza e uffici, di uno stallo della gestione economica del Comune.

Il timore è quello che, a partire da aprile, il frazionamento delle spese in dodicesimi – vigente fino all'approvazione del bilancio – metta a rischio anche le spese di natura ordinaria, quelle per i contratti vincolanti, il funzionamento dei servizi sociali o l'avanzamento delle opere pubbliche insomma. Lo stallo renderebbe impossibile anche l'utilizzo di finanziamenti provenienti da enti esterni come i Ministeri o la Regione: andrebbero regolati con delle variazioni, ma senza il bilancio non si può procedere. Infine, c'è la preoccupazione che la ridotta flessibilità dell'esercizio provvisorio impedisca di far fronte a interventi urgenti necessari per fronte all'emergenza sanitaria e alla crisi economica incipiente. In molti, nelle fila dell'opposizione, hanno espresso nei giorni scorsi perplessità sull'accelerazione dell'iter, con il dubbio se abbia senso approvare ora un bilancio nato in un contesto economico e sociale del tutto differente.

Ecco perchè non è escluso che diversi consiglieri chiedano, più che una discussione contingentata, una revisione a tutto tondo del documento.

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