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Oristano

Cure negate, intervengono Cisl e Leu

Cure negate, intervengono Cisl e Leu

La decisione di non consentire nuovi accessi a oncoematologia ancora criticata

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ORISTANO . Ancora proteste per la decisione dell'assessorato regionale della Sanità di non consentire nuovi accessi per le cure al reparto di Oncoematologia. Ora è la Cisl Funzione pubblica, ad intervenire con una nota del segretario territoriale, Salvatore Seoni che oltre a criticare la scelta di ridurre i servizi del San Martino, sollecita un intervento per rafforzarli. «L'Oristanese ha diritto ad avere una struttura di Oncoematologia come posseggono altri territori regionali, qualcuno di questi con un numero inferiore di cittadini residenti rispetto alla nostra provincia», si legge nella nota che la Cisl ha inviato, fra gli altri, all'assessore regionale alla Sanità consiglieri regionali del territorio. A seguito della decisione del giudice del Lavoro che, dando ragione al ricorso presentato da una anziana paziente ha ordinato al san Martino di somministrarle la chemioterapia, contrariamente a quanto deciso Regione che aveva inviato la signora al san Francesco di Nuoro, la direzione generale della Sanità della Regione, ha disposto che al san Martino non si possano accogliere nuovi pazienti di oncoematologia, dato che la struttura di Oristano non è stata mai riconosciuta come reparto, pur operando da anni come tale.

Per la Regione è un poliambulatorio, dove si può visitare e fare diagnosi per i tumori del sangue, ma non prescrivere o somministrare le terapie che invece vengono sono autorizzate a Nuoro, Sassari e Cagliari. Provvedimento fortemente criticato dal sindacato.

Anche il segretario regionale di Articolo 1, Luca Pizzuto, è intervenuto sulla vicenda. Pizzuto, che ha chiesto l'intervento del ministro della Sanità, Roberto Speranza, condanna la scelta di inviare, per la chemioterapia, i pazienti di Oristano alle strutture delle altre province. (m.c.)

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