La Nuova Sardegna

Oristano

«La tassa di soggiorno non basta»

di Davide Pinna
«La tassa di soggiorno non basta»

Il Comune vorrebbe destinare ben altri introiti alle imprese locali che hanno patito la crisi

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ORISTANO. Sostenere le imprese turistiche cittadine, durante la Fase 2, con i proventi dell'imposta di soggiorno? Difficile, se non impossibile. In cassa è infatti è rimasto poco di quanto incassato dal Comune nel 2019, e bisognerà trovare altri strumenti per aiutare uno dei settori che potrebbe pagare al prezzo più caro e lungo la crisi provocata dal Coronavirus. Massimiliano Sanna, assessore al Bilancio nel 2019 e oggi assessore al Turismo, fa i conti: «L’introito nel 2019 è stato di 126 mila euro, considerando che l'applicazione della tassa è partita da giugno e che avevamo escluso tutte le prenotazioni precedenti, resta legittima la previsione di 200 mila euro per 12 mesi e, ancora di più, sembrava legittimo applicarla al 2020». Poi, però, è arrivato il coronavirus, e per quest'anno tutti i piani sono saltati. Ma quanto è rimasto dei proventi raccolti nel 2019? «Poco. Le cifre precise le conosceremo solo in sede di rendiconto. A gennaio, in commissione, dissi che parte delle risorse era stata usata per il Capodanno e altri eventi, e che la parte restante sarebbe stata utilizzata di concerto con gli operatori del settore. Ci mancava però le cifre relative all'ultimo trimestre. Oggi, con il quadro completo di 126 mila euro a fronte della previsione di 200 mila, posso ipotizzare che buona parte degli introiti siano già stati spesi». Concorde il pensiero dell'assessore al Bilancio, Angelo Angioi: «Mi pare che i residui del 2019 non siano molti, faremo le verifiche all'inizio della settimana». Qualcosa in più è arrivato nel primo trimestre, comunque niente di che visto che riguarda la bassa stagione, il cui versamento è stato però differito al 15 giugno prossimo. «Io penso che quelle entrate, se ci saranno, andranno reinvestite presso gli operatori. Ovviamente si tratta di una decisione della giunta, ma questa è la mia proposta» afferma Angioi. Anche Sanna immagina la necessità di un sostegno comunale agli operatori nella Fase 2: «Possiamo aspettarci poco dagli introiti dell'imposta, dato che gli introiti del 2020 riguarderanno solo il primo trimestre: da aprile la tassa è sospesa». Sarà necessario un contributo da parte dello Stato e della Regione». Il vicepresidente della commissione Bilancio, Francesco Federico, rilancia la linea dell’opposizione di centrosinistra: «Abbiamo già proposto che tutti gli introiti del 2019 residui siano utilizzati al più presto per dare un sostegno immediato agli operatori. Sul piano generale, però, credo che ci sia bisogno di uno sforzo collettivo. Non servono le proposte dei singoli, ma un lavoro coordinato di tutti i rappresentanti comunali in grado di gestire al meglio le risorse a disposizione. Per questo non credo sia opportuno discutere un bilancio vecchio in remoto».

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